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    Scuola, i presidi alla ministra Azzolina: servono 2,5 milioni di banchi singoli

    ROMA – I presidi hanno risposto al ministero dell’Istruzione: ci servono due milioni e mezzo di banchi monoposto. Per l’esattezza, 2.540.236. Hanno dato l’indicazione, in nome delle loro scuole, 8.088 dirigenti scolastici. Trecento istituti sono rimasti fuori dalla rilevazione: in queste ore il ministero sta cercando di rintracciarli per capire se non sono interessati al Bando Arcuri, quello che ha fatto partire una gara “fino a 3 milioni di pezzi”, oppure hanno già nelle loro classi i banchetti a un posto diventati obbligatori per la ripartenza delle scuole a settembre secondo i dettami del Comitato tecnico scientifico.Scuola LEGGI TUTTO

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    Scuola, al via la gara per l'acquisto di 3 milioni di banchi. Azzolina rilancia: “Sono un investimento”

    Il Commissario per l’emergenza Domencio Arcuri ha indetto una gara pubblica europea per l’acquisto di un massimo di 3 milioni di banchi per consentire la riapertura delle scuole a settembre. La gara prevede la fronitura fino a 1,5 milioni di banchi monouso tradizionali e fino a 1,5 milioni di banchi di tipo più innovativo.Il bando – pubblicato sul sito del commissario e su quelli dei ministeri della Salute e dell’Istruzione e del Dipartimento della Protezione Civile – cointiene i criteri sulla base dei quali le offerte saranno valutate secondo una procedura “concorrenziale, trasparente e accelerata”. Tra i critreti anche il prezzo di acquisto per le due tipologie di banchi. La scadenza per il bando, richiesto dalla ministra Azzolina, è prevista per il 30 di luglio, i contratti dovranno essere firmati entro il 7 agosto e l’azienda che si aggiudicherà la gara dovrà assicurare la consegna dei banchi entro il 31 agosto.”Sono un investimento”. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, risponde così alle polemiche sul costo degli arredi destinati alla riapertura dei plessi a settembre. “Penso che sui banchi si stia un po’ trattando la questione con molta superficialità”, afferma Azzolina, oggi a Bologna per un incontro del tavolo per la ripresa in Emilia-Romagna.Cronaca LEGGI TUTTO

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    Azzolina: “Più personale alle materne e niente distanziamento”

    “I bambini sono quelli che hanno sofferto di più durante il lockdown e non abbiamo parlato di distanziamento nella scuola d’infanzia nelle linee guida perché non può esserci”. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, a margine di una visita all’istituto comprensivo Riccardo Massa di Milano, è stata chiara: niente distanziamento alla scuola materna. Come far fronte all’emergenza quindi? “Daremo più organico per quanto riguarda il personale. Noi ce la facciamo a riaprire a settembre, non servono solo gli allarmismi ma le proposte, lavorare a testa bassa con molta umiltà e portare risultati a casa. Anche le scuole dell’infanzia riapriranno a settembre e restituiremo la socialità ai bambini”.La ministra è tornata anche sul tema dei monobanchi per la scuola: “Se ne sta occupando il commissario Domenico Arcuri, la gara partirà molto presto. I banchi sono singoli e al momento sono quelli che ci garantiranno maggiore distanziamento”. In futuro, gli stessi banchi “permetteranno l’avvicinamento, cioè un’innovazione didattica che consentirà agli studenti di lavorare in gruppo”. Al momento non ci sono cifre esatte su quanti monobanchi servano: “Stiamo facendo le rilevazioni. Le abbiamo fatte prima con l’Ufficio scolastico regionale e adesso anche con i dirigenti scolastici”, ha precisato.A proposito dei supplenti non laureati Azzolina ha commentato: “Penso che questo Paese debba assolutamente dare la possibilità ai giovani di lavorare, se vanno all’estero ci lamentiamo, se restano a casa ci lamentiamo. Questi giovani lavoravano già, la Lombardia è una delle Regioni che ha più supplenze per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Non è una novità, noi lo abbiamo semplicemente messo all’interno di graduatorie. Questo faciliterà le segreterie che non dovranno più avere a che fare con le Mad, dichiarazioni di Messa a disposizione. Daremo da lavorare a persone che hanno scelto di fare l’insegnante, che hanno fatto un percorso che era a numero chiuso. Persone preparate con passione e amore per la scuola. È un passo in avanti”.repApprofondimento LEGGI TUTTO

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    Scuola, in arrivo anche i banchi per uso multifunzionale

    I banchi monoposto e le sedute standard che dovranno arrivare alle scuole entro il 7 settembre sono differenti secondo il tipo di scuola, elementari, medie, superiori: per ogni ordine di scuola vi sono ovviamente diverse tipologie e misure di banchi. È quanto emerge dalla guida alla compilazione della rilevazione degli arredi per l’avvio del nuovo anno scolastico diffusa dal ministero dell’Istruzione alle scuole.repIntervista LEGGI TUTTO

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    Scuola, non laureati in cattedra all'infanzia e alle elementari

    ROMA – Per affrontare l’emergenza supplenti di settembre, il ministero dell’Istruzione ha aperto l’insegnamento ai non laureati. E ora il rischio è che si abbassi ulteriormente il livello della didattica della scuola italiana. Con le nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), varate con ordinanza firmata da Lucia Azzolina lo scorso 13 luglio, si prevede che potranno insegnare alle scuole dell’infanzia e alle primarie docenti non ancora laureati, ma comunque iscritti al terzo, quarto o quinto anno di Scienze della formazione primaria.Il Consiglio superiore dell’istruzione si è opposto, “così si danneggia la didattica degli alunni più piccoli”. Ha chiesto, quindi, di limitare l’apertura ai laureandi del quinto anno (universitari con 240 crediti formativi già acquisiti), ma non ha poteri di interdizione rispetto alle scelte ministeriali. I sindacati sono critici, loro difendono i precari storici.Per la ripartenza del 14 settembre si prevede, tra i diversi problemi di questa estate complicata, un deficit di suppenti al Nord e in generale nelle materie scientifiche. Un ministero in affanno strutturale ha quindi esercitato la scelta “studenti suppenti” per evitare di ricorrere, come accaduto negli ultimi anni, alle chiamate Mad, quelle dei laureati che “hanno messo a disposizione” il loro ruolo per l’insegnamento.repApprofondimento LEGGI TUTTO

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    Scuola, Azzolina: “Basta dubbi, riapertura il 14 settembre per tutti”

    Una data per tutti: il 14 settembre. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, a Torino per partecipare al tavolo regionale sulla riapertura della scuola, torna con fermezza sul proposito annunciato liquidando le polemiche, dalla campanella d’inizio al distanziamento. “Gli organici e le risorse ci sono – ha sottolineato – è stato approvato il Decreto Rilancio, ci sono 1,6 miliardi, un altro miliardo lo stiamo trovando. Quindi voglio assolutamente rassicurare non solo le famiglie e gli studenti, ma anche tutto il personale scolastico. Siamo una grande squadra, una grande comunità, la scuola a settembre riparte”. Il fantasma della didattica a distanza evocato dalla Cgil e non solo, che prevede un settembre nero tra carenze strutturali e di organico, non fa paura alla ministra convinta che il termine verrà rispettato nonostante tutto.Scuola LEGGI TUTTO

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    Scuola, i sindacati: “Situazione disastrosa, i ritardi aumentano”

    ROMA – I sindacati della scuola, i cinque sindacati da tempo uniti, non hanno cambiato idea. “A 45 giorni dalla ripartenza dell’attività scolastica la situazione è disastrosa”. Lo dice Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, che dettaglia: “La colpa è dei ritardi con cui siamo partiti e che continuiamo ad accumulare. Oggi i dirigenti scolastici sono alla caccia disperata di spazi, ma se non ci sarà organico aggiuntivo tornerà la didattica a distanza. Con sette docenti in più per ogni istituto non ci sono le condizioni per ripartire. Sappiamo che c’è un finanziamento certo di 1,4 miliardi e di un miliardo probabile, ma per aprire la scuola a settembre servono ulteriori investimenti e un organico straordinario”.”I 68 mila docenti in più non ci sono”La ministra Lucia Azzolina ha detto, e continua a ripetere, che ha chiesto al ministero delle Finanze 78 mila docenti a tempo indeterminato in più. Ha spiegato, ieri, che a inizio agosto ci sarà una risposta del Mef. “La ministra mente e sa di mentire”, dice Maddalena Gissi, segretaria Cisl scuola. “I settantottomila insegnanti in più non ci sono e lei lo sa. Anche se il ministro Roberto Gualtieri dovesse accordare l’assegnazione, nelle graduatorie mancano docenti di molte discipline e dei cicli scolastici superiori. La ministra Azzolina aveva la possibilità di assumere insegnanti subito attraverso un concorso per titoli e servizio, si è opposta cocciutamente e adesso siamo in dirittura d’arrivo al primo settembre con duecentomila supplenti necessari e la possibilità che non si riescano a nominare. La ministra continua a fare passerelle, soprattutto provvedimenti passerella, ma le passerelle crollano”. L’anno scorso l’allora ministro dell’Istruzione Marco Bussetti chiese, sempre al Mef, 57 mila docenti, ne furono autorizzati 53 mila, ma alla fine assunti soltanto 25 mila. Il problema è che oggi le graduatorie scolastiche sono contemporaneamente piene e vuote. Piene al Sud e dimagrite al Nord. Piene nelle materie umanistiche, svuotate in quelle scientifiche.repApprofondimento LEGGI TUTTO

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    Maturità, raddoppiano i 100 e i 100 e lode

    ROMA – Sono raddoppiati i cento e i cento e lode. La Maturità speciale del 2020, come si immaginava, ha prodotto voti alti, decisamente superiori alla media delle ultime stagioni. I “100”, il massimo da quando il punteggio è stato riformato, quest’anno sono il 9,9 per cento contro il 5,6 per cento dell’anno scorso. I “100 e lode”, voto che prevede anche un premio in denaro per chi lo ha conseguito, sono il 2,6 per cento, pari a 12.129 in numero assoluto (erano stati l’1,5 per cento dopo l’esame 2018-2019). Nell’insieme, quest’anno un candidato su otto ha preso il massimo dei voti: la scorsa stagione era stato uno su quattordici. A questa tornata i candidati sono stati 463.133.Come si prevedeva, per l’Esame di Stato post-Covid senza scritti e con un lungo orale facilitato sono cresciuti i voti alti in generale. Il 15,9 per cento dei maturati è passato con una votazione tra il 91 e il 99 (era stato il 9,7 per cento l’anno scorso) e il 21,2 per cento con una valutazione tra l’81 e il 90 (contro il 16 per cento della stagione 2019). Solo il 5,1 per cento degli studenti ha preso 60 (il risultato minimo) e nel complesso hanno avuto un voto superiore a 70 i tre quarti degli esaminati.  I bocciati sono 2.300 in tutta ItaliaI diplomati finali sono il 99,5 per cento del totale, lievemente inferiori all’anno scorso (95,7). Coloro che non hanno passato l’esame, quindi, sono poco più di 2.300. La percentuale più alta di lodi si registra, come l’anno scorso, in Puglia (5,2 per cento). Quindi in Umbria (4), Molise (3,8) e Calabria (3,7). La regione più severa, in assenza del dato sulla Valle d’Aosta, è la Lombardia: 1,4 per cento i promossi con la lode e l’8 per cento con voto 100.Il Classico con le votazioni miglioriLa media dei voti più alta si conferma nei licei, dove il 4,1 per cento ha conseguito la lode, il 13 per cento ha avuto 100, il 18,6 per cento tra 91 e 99, il 22,8 per cento tra 81 e 90. È ancora il Classico a primeggiare nella fascia di voto 81-100 e a consegnare la lode al 6,5 per cento dei maturati. Nell’indirizzo tecnico ha conseguito la lode l’1,5 per cento dei ragazzi. Nei Professionali, lode per lo 0,6 per cento.In ragione del particolare anno scolastico vissuto, diverso è stato anche il sistema di assegnazione dei crediti. In particolare, il credito del triennio finale è stato rivisto: valeva fino a 60 punti, anziché 40. Al colloquio orale si potevano conseguire fino a 40 punti. Il voto massimo finale possibile era sempre 100/100, come in precedenza. E si poteva ottenere, appunto, la lode. Gli studenti sono stati valutati da commissioni interne con la presenza di un presidente esterno.I candidati esterni sosterranno l’Esame di Stato nella sessione straordinaria, che inizierà il 9 settembre. LEGGI TUTTO