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    Botswana, strage di elefanti: più di 300 uccisi da un batterio

    Questa volta la strage degli elefanti non dipende dai bracconieri. La moria era iniziata in estate nel Nord del Botswana. Le carcasse erano state ritrovate nella zona del delta del fiume Okavango, vicino alla città di Maun. I funzionari dello Stato hanno detto che “sono state le neurotossine cianobatteriche a causare il decesso di oltre 330 pachidermi. Sono batteri che sono stati trovati nell’acqua” e che sono prodotti da alghe che proliferano nell’acqua stagnante. L’ha riferito oggi, in una conferenza stampa riportata da Al Jazeera, Mmadi Reuben, ufficiale capo veterinario presso il Dipartimento della Fauna selvatica e dei Parchi nazionali. Una delle pozze inquinate dal batterio tossico che ha ucciso gli elefantiCondividi   LEGGI TUTTO

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    Usa, TikTok: divieto download slitta al 27 settembre. Trump 'benedice' accordo con Oracle e Walmart: “Fantastico”

    Slittano di una settimana, al 27 settembre, le restrizioni americane su TikTok. Lo afferma il Dipartimento del Commercio, sottolineando che il rinvio del divieto di download dell’app è stato deciso su indicazione di Donald Trump. Lo stop sarebbe dovuto scattare nelle prossime ore, nella notte fra domenica e lunedì. Ma in seguito alle trattative in corso e alla benedizione all’intesa con Oracle e Walmart, è stato deciso un rinvio.In una nota, il Dipartimento del Commercio ha spiegato che la decisione è stata presa “alla luce dei recenti sviluppi positivi”, dopo che TikTok ha confermato una proposta di accordo sulla gestione delle sue operazioni negli Stati Uniti che coinvolge Oracle come partner tecnologico e Walmart come partner commerciale. Il presidente Usa ha infatti approvato l’accordo per l’acquisto delle attività negli Usa di TikTok da parte di Oracle e Walmart.Sicurezza LEGGI TUTTO

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    Hong Kong, nella baia tornano i rarissimi delfini rosa: “Uno degli effetti del lockdown”

    HONG KONG – I delfini rosa sono tornati nella baia di Hong Kong. Il blocco del traffico dei traghetti dovuto alla pandemia ha reso possibile il loro riavvicinamento. E i ricercatori ora chiedono che siano protetti prima che le imbarcazioni riprendano a funzionare. Negli ultimi anni la popolazione dei delfini megattere indo-pacifici, noti anche come delfini rosa o bianchi cinesi (Sousa Chinensis), ha subito notevoli perdite, complici la costruzione del ponte che collegaa Hong Kong a Macau e il crescente inquinamento delle acque della città.Did you know you can see #dolphins in #HongKong? ??#traveling #traveltribe #pinkdolphin https://t.co/ezIMNtYzlG— Becky Exploring (@beckyexploring) October 30, 2019Da quando è iniziato il blocco del coronavirus a marzo, secondo quanto riporta il Guardian, sembra che la loro attività nelle acque di Hong Kong sia aumentata del 30%. Secondo i dati del WWF, la popolazione nell’estuario del fiume Pearl, inclusa Hong Kong, è di circa 2.500 esemplari, anche se il calo del numero di giovani potrebbe ridurne il numero in futuro.I delfini megattere indo-pacifici, noti anche come delfini bianchi cinesi e delfini rosa, sono originari dell’estuario del fiume Pearl, ma in genere evitavano le acque tra Hong Kong e Macao a causa dell’elevato volume di barche ad alta velocità. La dottoressa Lindsay Porter, ricercatrice senior presso l’Università di St Andrews, ha detto al quotidiano britannico di aver notato un aumento dei delfini quasi immediato da quando Hong Kong e Macao hanno chiuso i loro confini.”Era l’ultima settimana di febbraio, letteralmente la settimana dopo che i traghetti hanno smesso di viaggiare tra Hong Kong e Macao”, ha detto. “Studio questi delfini dal 1993 e non ho mai visto nulla di simile a questo drastico cambiamento prima d’ora, e l’unica cosa che è cambiata è che 200 traghetti hanno smesso di viaggiare”.Gli abitanti di Hong Kong hanno prestato alla sua squadra uno yacht e una barca in modo che potessero vivere a bordo, nelle corsie vuote dei traghetti e condurre uno studio sulla popolazione dei mammiferi. “Dalle nostre osservazioni abbiamo notato che i delfini trascorrono molto più tempo a socializzare, nuotare in superficie, giocano, si corteggiano, fanno sesso”, ha detto. “I delfini di Hong Kong normalmente vivono ai margini, sono stressati, passano il loro tempo a mangiare e riposare. Quindi, vederli cantare… divertirsi, è davvero uno spettacolo fantastico”.Il team ha posizionato sott’acqua alcune stazioni di registrazione e Porter ha spiegato che la fase successiva della ricerca sarà stata quella di confrontare le vocalizzazioni dal pre-Covid ad alto traffico con quelle di ora.Il team ha una partnership con il WWF di Hong Kong e Porter ha detto che l’ong proporrà una deviazione della rotta dei traghetti a pochi dollari in più a biglietto. Idealmente sarebbe meglio ci fossero meno traghetti. Ma l’industria dei casinò di Macao è molto popolare. “Si dovrebbe fare un uso migliore del un ponte tra i due territori aperto nel 2018”, ha detto Porter.  LEGGI TUTTO

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    Stati Uniti, dal 20 settembre vietato scaricare WeChat e TikTok: “Per la sicurezza nazionale”

    WASHINGTON – “Per salvaguardare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso un ordine che impedisce a chi si trova negli Usa di scaricare le app di messaggistica TikTok e WeChat di proprietà dei gruppi cinesi Tencent e ByteDance a partire dal 20 settembre.Nella nota ufficiale del Dipartimento si sottolinea che i divieti “proteggono gli utenti negli Stati Uniti eliminando l’accesso a queste applicazioni e riducendo notevolmente la loro funzionalità”.Esteri LEGGI TUTTO

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    Dal Messico all'Alaska, la misteriosa strage delle balene grigie

    NEW YORK – Nel 2019 215 balene grigie del Pacifico settentrionale si sono arenate senza vita sulle coste dal Messico all’Alaska. Un numero enorme che aveva portato la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) a dichiarare l’evento  “insolito” e ad affidare agli scienziati il compito di studiarne le cause.Quest’anno la situazione è migliorata anche se di poco e gli esperti marini trovano che il nuovo dato, 144 giganti del mare morti da inizio anno tra il Messico e l’Alaska, rappresenti una lieve speranza.Esteri LEGGI TUTTO

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    Morto il padre di Bill Gates, William: aveva 94 anni. In un libro di memorie definì il figlio “capriccioso”

    “Il mio papà era il ‘vero’ Bill Gates. Era tutto quello che ho cercato di essere e mi mancherà ogni giorno”, dichiara via Twitter il fondatore della Microsoft. Poi, in un comunicato, Gates precisa che il padre se ne è andato “in modo sereno a casa”, circondato dalla sua famiglia.My dad was the “real” Bill Gates. He was everything I try to be and I will miss him every day.https://t.co/OnAEsmosNb— Bill Gates (@BillGates) September 15, 2020La sua morte è stata improvvisa perchè a dispetto dell’età godeva di buona salute. Gates descrive il genitore come “un grande lavoratore ed uno degli avvocati civilisti più rispettati di Seattle” che ha avuto una profonda influenza su di lui.Il padre in Showing up for Life: “Bill il capriccioso”Bill Gates senior raccontò l’evoluzione del ragazzino occhialuto nel libro di memorie Showing up for Life, uscito negli Stati Uniti nel 2009. Aneddoti e ricordi dall’album di famiglia che per la prima volta il “nonno di Microsoft” disvelò al grande pubblico.Un ragazzino molto intelligente e altrettanto polemico che spesso faceva uscire dai gangheri i genitori. Arrogante, pure un po’ maleducato. Insomma, un carattere forte, del quale darà prova negli anni a seguire. E che gli consentirà di diventare il re del software che tutti conosciamo.  LEGGI TUTTO

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    Trump nella California devastata dalle fiamme

    WASHINGTON – “Incendiario, piromane del cambiamento climatico”, così Joe Biden definisce Donald Trump, mentre il presidente è in visita nella California devastata dalle fiamme. Per la prima volta in tre settimane, da quando è iniziata questa nuova ondata di roghi che assedia tutta la West Coast (bruciano anche foreste nell’Oregon e nello Stato di Washington), Trump si avventura nella “tana del leone”. La California è territorio ostile, essendo il più grosso serbatoio di voti democratici. E’ anche il collegio elettorale della senatrice Kamala Harris, candidata vicepresidente.A fare gli onori di casa, è stato il governatore Gavin Newsom, anche lui democratico. Non è stato tenero con il presidente, lo ha subito affrontato sul terreno del negazionismo climatico: “Le estati calde diventano sempre più torride, le siccità diventano sempre più aride. Qualcosa colpisce l’impianto idraulico del nostro pianeta. Noi affermiamo la scienza: il cambiamento climatico è reale”. Roccaforte dell’ambientalismo, la California ha proclamato la sua fedeltà agli accordi di Parigi e ha trascinato dietro di sé metà degli Stati Usa, continuando ad applicare normative che impongono le riduzioni di CO2 proprio mentre l’Amministrazione Trump abbracciava la deregulation dell’energia fossile. Una guerra infinita ha opposto “le due Americhe” in questi quattro anni, con tanto di strascichi giudiziari per impugnare le normative di Washington o quelle di Sacramento (capitale californiana).Trump ieri è tornato a sostenere la sua versione preferita sulle cause degli incendi: “Sono dovuti alla cattiva gestione locale delle foreste. Ho visitato paesi stranieri che hanno tante foreste e mi hanno spiegato quali errori non bisogna commettere, come si fa la prevenzione dei roghi”. Il governatore Newsom gli ha ricordato che il 56% del territorio forestale della California è di proprietà federale o sotto la diretta competenza delle autorità centrali.Tuttavia è noto che dietro gli incendi ci sono anche errori locali, per esempio una politica urbanistica dissennata: sotto governi locali di ogni colore, ma più spesso di sinistra, i californiani hanno costruito abitazioni in zone che sono ineluttabilmente esposte al fuoco, e che semmai andrebbero lasciate libere, per effettuarvi quelle “deforestazioni mirate” che servono a costruire barriere anti-fiamme. Altro tasto dolente della politica locale è il ruolo nefasto di Pacific Gas & Electricity (PG&E), la utility elettrica locale che da decenni accumula ritardi criminali nell’interrare le linee dell’energia elettrica: i suoi tralicci sono stati spesso all’origine di roghi, l’azienda è stata condannata in sede penale e civile, ma lo scandalo continua.I contenziosi con Trump però non si limitano all’ambiente. La California è un “santuario degli immigrati” che ha boicottato tutte le direttive di Trump sulle espulsioni di clandestini. Però in una fase in cui l’ordine pubblico attira la massima attenzione, va ricordato che Kamala Harris fu uno “sceriffo” implacabile.Prima di essere eletta senatrice la Harris era stata Attorney general dello Stato, un incarico equivalente a quello di ministra della Giustizia, con estesi poteri di orientamento dell’azione penale. La sua fu una gestione dura, con una politica delle pene che le attirò l’ostilità della sinistra radicale. La Harris, come Biden, non ha approvato la scelta del sindaco democratico di Los Angeles, Eric Garcetti, che di recente ha tagliato i fondi alla polizia per venire incontro alle richieste di Black Lives Matter.  LEGGI TUTTO

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    TikTok, il governo cinese contro Trump: “Pressioni per la vendita sono estorsione”. Intesa si allontana

    Nella notte TikTok sembrava rassegnata a vendere i suoi asset americani a una società statunitense (come ordinato dal governo Trump). Ma un accordo con la software house Oracle – che i media americani davano per fatto – è stato smentito dall’emittente televisiva statale cinese China Global Television Network.Subito dopo il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha preso di mira gli Stati Uniti: “La caccia a TikTok negli Usa – ha detto Wang Wenbin – è un tipico esempio di estorsione del governo americano. La Cina si oppone con forza a questo atto e sosterrà fermamente la società interessata per proteggere i propri diritti e interessi legali”. E ancora: non accettiamo il “bullismo americano”. Trump aveva firmato un decreto che vieta le transazioni con i proprietari cinesi delle app TikTok e WeChat e che spinge così di fatto la cinese ByteDance a vendere la partecipazione nelle operazioni di TikTok negli Usa.Larry Ellison, uno dei pochi sostenitori che Donald Trump si ritrova dalle parti della Silicon Valley, era sceso in campo in agosto. Oracle, la società del 76enne imprenditore accreditato di un patrimonio di quasi 65 miliardi di dollari (12esima posizione del Bloomberg Billionaires Index), avrebbe preso contatti con un gruppo di fondi americani – tra i quali General Atlantic e Sequoia – per sfidare Microsoft, che aveva già dichiarato a inizio agosto il suo interesse per le attività dell’applicazione in via di dismissione: oltre a quelle negli Stati Uniti, il pacchetto prevede anche Canada, Australia e Nuova Zelanda.Boom di utenti in  Europa LEGGI TUTTO