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    L’italiano medio passa 47 anni della sua vita davanti a uno schermo

    Avete letto bene, non è un errore. L’italiano medio, cioè quello che vive almeno 65 anni e mezzo, passa ben 47 anni della sua vita davanti ad uno schermo: che sia di tv, telefonino, computer, tablet, e-reader o console. Il dato è confermato da una ricerca commissionata da Vision Direct, catena di negozi che forniscono occhiali di tutti i tipi. Ben 408.431 ore nel corso della vita di un adulto medio, quindi, si svolgono davanti ad un display. La ricerca spiega che si passano fino a tre ore e mezza al giorno a guardare schermi tv, poco meno di 4 ore e mezza davanti al computer e tre ore e 53 minuti a fissare il telefono. E-reader e dispositivi di gioco portano il tempo giornaliero passato da un adulto davanti a uno schermo a 17 ore. Medicina e Ricerca LEGGI TUTTO

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    Compravendita di droghe e armi nel dark web: 179 arresti tra Europa e Usa

    “L’età d’oro del mercato del dark web è finita”. Con queste parole un comunicato diffuso da Europol ha annunciato 179 arresti di venditori operanti nel web oscuro. La collaborazione tra le polizie americane ed europee, guidate rispettivamente da FBI e dalla polizia federale tedesca, ha permesso infatti di identificare i sospetti dietro una serie di account utilizzati per attività illegali come la vendita di droga ed armi. Il risultato finale è il sequestro di 500 kg di farmaci e droghe, 64 armi da fuoco e, appunto, quasi 200 arresti tra venditori e acquirenti di fentanil, metanfetamina, eroina, cocaina, ecstasy, mdma. L’operazione, denominata DisrupTor, ha anche permesso il sequestro di 6,5 milioni di dollari sia in contanti che in valute virtuali, mentre gli arresti sono stati effettuati in gran parte negli Stati Uniti (121), in Germania (42), nei Paesi Bassi (8), nel Regno Unito (4), in Austria (3) e in Svezia (1). Commentando l’operazione, il capo del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3) di Europol, Edvardas Šileris, ha detto: “Le forze dell’ordine sono più efficaci quando si lavora insieme e oggi inviamo un messaggio forte ai criminali che vendono o acquistano beni illeciti sul dark web: internet nascosto non è più nascosto e la tua attività anonima non è anonima”. Secondo le prime indiscrezioni gran parte dei risultati vanno attribuiti proprio a un’operazione precedente che ha smantellato il secondo dark market place conosciuto nel dark web, il Wall Street market, e segue due altre vaste indagini di polizia: Operation Disarray nel 2018, e l’Operazione SaboTor nel 2019. L’impegno di diverse agenzie americane (tra cui i Servizi Segreti e la DEA), insieme alla collaborazione con gli europei, ha detto il capo dell’FBI, Christopher Wray, però ha un motivo contingente, bloccare la vendita di farmaci e sostanze d’abuso che nel periodo della pandemia da Coronavirus è schizzata alle stelle producendo numerosi decessi. Nel comunicato Europol ricorda infatti che è pericoloso acquistare merci illegali nelle zone franche del web: le droghe illegali possono uccidere ed è facile diventare vittima di cyber truffatori, ma non va sottovalutato il fatto che il proprio dispositivo venga infettato durante queste transazioni. Pochi giorni fa un tribunale della California ha condannato a sei anni di carcere Jose Robert Porras III, famoso per la vendita di droghe leggere proprio in alcuni mercati del dark web come Hansa Market, Wall Street e Dream Market dove era conosciuto come Canna_Bars. L’operazione DisrupTor perciò è l’ennesima prova che le forze dell’ordine possono risalire anche alle transazioni illecite sia per l’acquirente che per il venditore e perseguirlo indipendentemente dalla giurisdizione in diversi paesi. Inoltre il fatto che tutte le operazioni con il nome Tor in mezzo rimandano alla capacità della polizia di penetrare la rete Tor, il progetto di anonimizzazione online sviluppato dalla Marina americana 17 anni fa, ed ora gestito da una fondazione, pone delle domande sulla sicurezza del progetto stesso. Una ricerca pubblicata una settimana fa sul sito Hackerfactor ha dimostrato come un gran numero di server Tor, i così detti nodi di uscita, sarebbero compromessi. Mentre era già noto che la rete di anonimizzazione di Tor avesse delle vulnerabilità, come dice l’esperto di cybersecurity di Tim, Nicola Vanin, “è possibile che le forze di polizia adesso abbiano capito come sfruttare anche quelle non conosciute per bloccarne le connessioni, mapparne il traffico e tracciarne gli utenti, perfino trovare gli indirizzi dei servizi nascosti su Tor”. E questo potrebbe essere un serio problema per chi Tor lo usa per nascondersi dalla censura o sfuggire a regimi sanguinari: è il caso di dissidenti e giornalisti in tutto il mondo. Il comunicato di Europol arriva proprio nel giorno della notizia di una nuova incursione di Anonymous Italia che ha portato alla divulgazione di 33.581 credenziali dei partecipanti al concorso della Polizia di Stato del 2017. Gli hacktivisti anonimi ci sarebbero riusciti bucando un sito non direttamente collegato al Ministero dell’Interno. LEGGI TUTTO

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    Twitter ha un problema con le immagini: l'algoritmo mostra più i bianchi dei neri

    CHE gli algoritmi dei social network svelino periodicamente alcune profonde storture di fondo, legate a pregiudizi (bias, in inglese) nei confronti di minoranze, soggetti con alcune caratteristiche fisiche o semplicemente che prediligano certi contenuti su altri, è cosa nota. Meno noto è che di passi in avanti, in questo senso, se ne stiano facendo davvero pochi. Se lo scorso giugno a finire sul banco degli imputati era stato Instagram – un’indagine di AlgorithmWatch aveva individuato come se ti spogli sul social accumuli più cuoricini, perché l’algoritmo ti butta in pasto su più bacheche e favorisce la tua foto rispetto ad altre, sostenendo le tue attività e la popolarità sul social – torna ora a emergere un problema legato al razzismo intrinseco. Alcuni utenti su Twitter, infatti, hanno scoperto che caricando sul social un’immagine raffigurante rispettivamente un soggetto bianco e uno nero, l’anteprima che si ottiene favorisce quasi sempre il soggetto bianco. Insomma, è il bianco che finisce “in vetrina”. Social Network LEGGI TUTTO

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    Usa, TikTok: divieto download slitta al 27 settembre. Trump 'benedice' accordo con Oracle e Walmart: “Fantastico”

    Slittano di una settimana, al 27 settembre, le restrizioni americane su TikTok. Lo afferma il Dipartimento del Commercio, sottolineando che il rinvio del divieto di download dell’app è stato deciso su indicazione di Donald Trump. Lo stop sarebbe dovuto scattare nelle prossime ore, nella notte fra domenica e lunedì. Ma in seguito alle trattative in corso e alla benedizione all’intesa con Oracle e Walmart, è stato deciso un rinvio.In una nota, il Dipartimento del Commercio ha spiegato che la decisione è stata presa “alla luce dei recenti sviluppi positivi”, dopo che TikTok ha confermato una proposta di accordo sulla gestione delle sue operazioni negli Stati Uniti che coinvolge Oracle come partner tecnologico e Walmart come partner commerciale. Il presidente Usa ha infatti approvato l’accordo per l’acquisto delle attività negli Usa di TikTok da parte di Oracle e Walmart.Sicurezza LEGGI TUTTO

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    Germania: donna muore durante attacco ransomware all'ospedale

    Una donna è morta a causa di un attacco informatico che ha bloccato la rete dell’ospedale di Duesseldorf, in Germania, il 10 settembre. Lo riportano i media tedeschi, definendolo il primo caso di morte legato direttamente al ransomware, codice malevolo che blocca i computer delle vittime a scopo di ricatto. La paziente, al momento identificata come una donna che necessitava di cure mediche urgenti, è deceduta dopo essere stata reindirizzata in un ospedale della città di Wuppertal, a più di 30 km dalla sua destinazione iniziale, che era appunto l’ospedale universitario di Duesseldorf. La struttura non ha potuto accogliere la paziente a causa di un blocco informatico ma il trasferimento è stato fatale per la donna deceduta in seguito al ritardo delle cure.Sicurezza LEGGI TUTTO

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    Stati Uniti, dal 20 settembre vietato scaricare WeChat e TikTok: “Per la sicurezza nazionale”

    WASHINGTON – “Per salvaguardare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso un ordine che impedisce a chi si trova negli Usa di scaricare le app di messaggistica TikTok e WeChat di proprietà dei gruppi cinesi Tencent e ByteDance a partire dal 20 settembre.Nella nota ufficiale del Dipartimento si sottolinea che i divieti “proteggono gli utenti negli Stati Uniti eliminando l’accesso a queste applicazioni e riducendo notevolmente la loro funzionalità”.Esteri LEGGI TUTTO

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    Philips BK805, la cuffia classica dal suono caldo e potente

    Oggi come oggi scegliere una cuffia senza fili non è semplicissimo, il mercato offre moltissime alternative, per ogni ordine di prezzo. Ed è ovvio che le cuffie di massima qualità hanno prezzi decisamente elevati, ma offrono per l’appunto una qualità tale che è difficile sbagliarsi nella scelta. Più complicato quando si scende di livello di spesa, e si cerca una buona cuffia che non mandi al diavolo le nostre finanze. Le cuffie Philips BK805 sono una buona soluzione per chi vuole avere una cuffia di buona qualità a un prezzo accettabile, poco sopra i cento euro. Innanzitutto sono cuffie con un look di stampo tradizionale, niente giovanilismo, nessuna scelta “trendy”, ma un aspetto solido, elegante e sobrio. I materiali plastici danno un senso di solidità e compattezza, ma la cuffia è sufficientemente leggera, nonostante le dimensioni ampie dei padiglioni. Le imbottiture sono molto buone, a lungo andare tendono a riscaldare le orecchie, ma non in maniera eccessivamente fastidiosa e belle sono anche le rifiniture in eco-pelle. Fin qui l’aspetto, importante perché l’occhio vuole la sua parte in un device così “visibile” come delle cuffie on ear.  LEGGI TUTTO

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    Italiani popolo di futuri cyborg. Pronti a integrare l'hi-tech con il corpo

    Italiani pronti a farsi impiantare nel proprio corpo sistemi hi-tech per potenziare le capacità fisiche, migliorare il proprio aspetto fisico, “cancellare” difetti come problemi di vista e per interagire in maniera più profonda con l’ambiente che li circonda. Questo dato emerge da una ricerca commissionata dalla società di sicurezza informatica, Kaspersky e condotta su 14500 utenti in 16 paesi dell’Europa e del Nord Africa, Italia naturalmente compresa. C’è un entusiasmo diffuso – spiega la ricerca  – per la “human augmentation”, ovvero il processo che consente di potenziare e migliorare il corpo umano sfruttando la tecnologia. Il 92% delle persone intervistate cambierebbe un aspetto del proprio fisico se potesse, mentre quasi due terzi (63%) prenderebbe in considerazione la possibilità di potenziare il proprio corpo con la tecnologia per migliorarlo in modo permanente o temporaneo. Gli italiani appaiono come quelli più propensi a considerare possibile e utilizzabile la human augmentation (81%), mentre gli inglesi sono i meno convinti, con solo il 33% di intervistati che si è dimostrato interessato al potenziamento del proprio corpo. Alcune delle persone intervistate ha addirittura espresso il desiderio di collegare lo smartphone al proprio corpo. Condividi   LEGGI TUTTO