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Il camoscio è salvo: non rischia più l'estinzione

Buone notizie per il camoscio. Dopo quasi trent’anni di impegno per la tutela del camoscio appenninico, la specie non rischia più l’estinzione. Il Camoscio day è l’occasione per fare un bilancio che premia il lavoro di ricercatori e tecnici dei parchi, associazioni e comunità locali. La giornata dedicata all”arriampicatore’ delle nostre montagne, è stata promossa per ricordare quel 29 luglio del 1991 quando un gruppo di ambientalisti abruzzesi e di cittadini iniziarono un percorso per salvare dall’estinzione il camoscio appenninico (quasi un secolo fa erano circa 30 gli esemplari rimasti in vita nell’areale che sarebbe poi diventato il Parco nazionale d’Abruzzo) e lanciarono da Farindola l’obiettivo di ripopolare l’Appennino centrale con almeno 2 mila camosci, sulle montagne appenniniche oltre i 2000 metri d’altitudine.#29luglio è #CamoscioDay— Legambiente Onlus (@Legambiente) July 29, 2020Oggi questo obiettivo è stato ampiamente raggiunto, e in attesa di avere i dati definitivi dei censimenti estivi che le aree protette interessate stanno completando, Legambiente anticipa che la popolazione ha sicuramente superato le 3 mila unità. Non bisogna però abbassare la guardia perché – denuncia Legambiente – per responsabilità della Regione Abruzzo e di alcuni sindaci si rischia seriamente di perdere una parte importante del territorio protetto del Parco regionale del Sirente Velino dov’è collocata una delle ultime popolazioni di camoscio appenninico introdotta ai fini di conservazione grazie al progetto Life Coornata.Per questo oggi Legambiente ribadisce la contrarietà al taglio del Parco e sottolinea che l’importanza di aver vinto la sfida di conservare il camoscio sulle montagne appenniniche non può essere messa a rischio da improbabili e inutili progetti di infrastrutture sciistiche e di cementificazione delle montagne. “La decisione di tagliare di 8 mila ettari il perimetro del Parco, che chiediamo al Governo di impugnare – spiega Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità – mette a repentaglio uno dei progetti conservazionistici di maggiore successo per il nostro Paese e non trova nessuna giustificazione tecnica”.Biodiversità


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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