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Ecco l'app per scoprire se il packaging inquina

Dal punto di vista del riciclo degli imballaggi, l’Italia è virtuosa. Secondo gli ultimi dati di Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), il nostro paese nel 2019 ha avviato a riciclo il 71,2% dei rifiuti di imballaggio (69,7% del 2018), vale a dire oltre 9 milioni e mezzo di tonnellate. Superando di netto l’obiettivo stabilito dalla Ue: il 65% entro il 2025. Gli imballaggi più riciclati nel 2019 sono stati quelli in carta (42,1% del totale) seguiti da vetro (21,1%), legno (20,9%), plastica (11,3%), acciaio (4,1%) e alluminio (0,5%).

La difficoltà di riciclare

Ma se questi numeri legittimano un certo ottimismo, rimane il fatto che rendere riciclabili i propri imballaggi per molte aziende, soprattutto quelle medio-piccole, può essere complicato.

Un aiuto arriva dalla tecnologia digitale: è infatti da poco accessibile sul Web l’app EcoDTool (ecotoolconai.org), che Conai ha sviluppato per calcolare l’impronta ambientale di ogni tipo di imballaggio ed evidenziare i punti critici su cui intervenire per minimizzarla. Dopo la registrazione – gratuita – si possono inserire nell’interfaccia le caratteristiche di un imballaggio (ad esempio un vasetto per lo yogurt): il materiale in cui è realizzato, l’uso del colore, la presenza di adesivi o stampe sulla superficie, e così via.

La valutazione d’impatto ambientale

Una volta fornite tutte le informazioni richieste, la piattaforma calcolerà una valutazione di impatto ambientale per quello specifico imballaggio, in ogni step del suo ciclo di vita, rispetto a quattro indicatori: la quantità di CO2 generata, il consumo di acqua, l’uso di energia e la quantità di materia prima seconda ricavabile dalla produzione dell’imballaggio (e quindi reimmettibile nel circuito virtuoso dell’economia circolare). È così che si potrà capire che il momento meno ecosostenibile nella vita dell’imballaggio è l’approvvigionamento delle materie prime necessarie a produrlo, oppure la fase stessa di produzione, il trasporto o il fine vita e lo smaltimento.

L’EcoDTool fornisce consigli per rendere più “verde” ognuna di queste fasi; ad esempio, se il nostro vasetto ha un’etichetta adesiva che lo ricopre tutto, l’app può suggerire di sostituirla con un’etichetta punzonata, più facilmente staccabile per poter differenziare carta e plastica. E l’imprenditore può anche dilettarsi a cambiare a piacimento i parametri iniziali, effettuando simulazioni per valutare il peso ambientale di possibili soluzioni alternative al suo imballaggio originale.

Le linee guida per il riciclo degli imballaggi

Una piattaforma altrettanto utile per le aziende ecologicamente responsabili è progettarericiclo.com, sempre sviluppata da Conai. Si tratta di un forum online dove – dopo una fase di consultazione pubblica tra imprenditori, tecnici, ingegneri chimici del Politecnico di Milano ed esperti dei sei consorzi nazionali Conai (Ricrea, per gli imballaggi in acciaio, CiAl per l’alluminio, Comieco per la carta, Rilegno per il legno, Corepla per la plastica e CoReVe per il vetro) – vengono stilate le linee guida per facilitare il riciclo degli imballaggi.

Fino al 31 maggio è in corso la discussione pubblica sugli imballaggi a base cellulosica, dalla quale già emergono utili consigli: ad esempio, siccome una chiave del successo del riciclo della carta è il fatto che le fibre di cellulosa possano essere facilmente liberate e disponibili, se in un packaging cartaceo le colle sono troppo presenti, le fibre non si riescono a liberare e il riciclo diventa difficoltoso se non impossibile. Sia l’EcoDTool che il forum progettarericiclo.com possono risultare preziosi per una terza iniziativa Conai: il bando per l’ecodesign degli imballaggi, dove ad essere premiate sono le iniziative che trovano soluzioni innovative nella riduzione dell’impatto ambientale del packaging. Quest’anno il termine per le iscrizioni al concorso è stato prorogato al 30 giugno.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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