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Superbonus, verso l'inclusione anche delle seconde case e delle villette a schiera

MILANO – Si va verso l’allargamento del perimetro di applicazione del superbonus al 110%. In particolare c’è  l’estensione degli sgravi anche alle seconde case unifamiliari, come le villette a schiera (mentre restano escluse case signorili, ville e castelli) e al Terzo settore. Lo prevede la riformulazione di un emendamento al dl Rilancio che dovrebbe essere votata domani in commissione Bilancio della Camera. Nella formulazione precedente il decreto esclude le seconde case, se monofamiliari.

La proposta di modifica estende la detrazione del 110% prevista per gli interventi antisismici e di miglioramento energetico anche alle unità immobiliari all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno. Vengono inoltre rimodulati i massimali di spesa per gli interventi di coibentazione, differenziando in base alla tipologia di edificio. Il superbonus viene inoltre esteso fino al 30 giugno 2022 solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare.

Le novità sono anche altre: non solo chi rende più efficiente dal punto di vista energetico una casa già esistente, ma anche chi sceglie di demolire e ricostruire un’abitazione potrà usufruire del superbonus per gli interventi di efficientamento. E’ quanto specifica la nuova formulazione dell’emendamento sul superbonus al dl Rilancio.

Per rendere più efficaci le misure, secondo i sindacati, “il governo e la maggioranza parlamentare dovrebbero prevedere la possibilità di cedere il credito ad aziende e banche. In questo modo le famiglie non anticiperebbero nulla per i lavori, e anche le famiglie meno abbienti potranno così effettuare interventi sulle proprie abitazioni” hanno dichiarato in una nota Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Per i tre gli incentivi per ristrutturazioni edili, ecobonus e sisma bonus sono positivi, ma bisogna mettere al centro sicurezza e sostenibilità, aiutare le fasce più deboli e combattere il lavoro nero, che “nell’edilizia privata coinvolge circa 400 mila persone, per un’evasione superiore al miliardo di euro ogni anno”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

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