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Smart working? La Cgil: “Così è lavoro fordista dentro le mura di casa. Va regolato con i contratti”

ROMA – L’82% degli è stato costretto a lavorare in questa modalità dall’emergenza: tra loro, solo il 31% avrebbe voluto farlo prima. Già da questi dati emergono i problemi emersi dall’indagine sullo smart working presentata oggi dalla Cgil e dalla Fondazione Di Vittorio: solo in un terzo dei casi è stato possibile stipulare un accordo lavoratore-datore di lavoro (i decreti del resto hanno eliminato quest’obbligo nel momento dell’emergenza), pochi disponevano di spazi e di strumenti di lavoro. Più che di , rileva Susanna Camusso, si è trattato di “Lavoro fordista dentro le mura di casa”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

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