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La crescita dei contagi preoccupa gli investitori. Borse deboli, ma i listini Ue migliorano

MILANO – Continua la fase d’incertezza sui mercati legata al , con il raggiungimento delle soglie psicologiche di 10 milioni di casi nel mondo e mezzo milione di decessi. I listini asiatici si sono mossi in ribasso, mentre i future sull’operatività americana sono ondivaghi dopo segnato da un calo del 2,4% per lo S&P500.

L’Europa parte in linea alla debolezza globale, poi gli indici migliorano: Francoforte passa in rialzo dello 0,4%, Londra sale dello 0,1% e Parigi dello 0,1 per cento. Milano, che già un avvio era l’unica positiva, si rafforza al +0,7 per cento. Lo spread, differenziale tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi, apre in lieve ribasso a 183,5 punti da 184 punti della chiusura di venerdì. Il rendimento dei Buoni italiani scende all’1,361%. A Piazza Affari si mette in evidenza Cattolica dopo l’accordo per .

I nuovi focolai di Covid 19 e l’aumento dei contagi in molti Paesi, tra cui gli Usa, che hanno imposto nuove misure di contenimento hanno pesato sulla Borsa di Tokyo: chiude in ribasso dietro Wall Street per i timori di una ripresa della pandemia. L’indice Nikkei 225 è sceso del 2,30%, pari a 517.04 punti, per terminare a 21.995,04 punti. L’indice Topix è arretrato dell’1,78%, pari a 28,15 punti, a 1.549,22. Anche l’Hang Seng di Hong Kong è in calo: perde l’1,59.

è ricca tanto in Italia, con il lavoro del governo sul dl Rilancio, che nel resto del mondo: evento principe sono i dati sull’occupazione americana. Oggi i mercati guardano all’aggiornamento a giugno dell’indice di fiducia economica nell’Eurozona e al dato sull’inflazione tedesca. I primi dati si sono registrati come di consueto dal Giappone: a maggio le vendite al dettaglio sono salite del 2,1% su base mensile, peggio del rialzo del 3% stimato dal consensus, ma in forte recupero rispetto al tonfo precedente del 9,9% generato dai lockdown più duri. Su base annua, tuttavia, il dato rimane in forte calo (-12,3%), rispetto al -11,6% stimato e solo in lieve miglioramento rispetto al precedente tonfo del 13,9%.

In apertura di settimana l’euro sale leggermente a 1,1254 dollari; venerdì aveva terminato la sessione appena sopra quota 1,12. La divisa unica è in lieve ripresa anche nei confronti dello yen, scambiata a 120,51. Resta sopra quota 107 (107,11) il cambio tra il biglietto verde e la valuta giapponese.

Tra le materie prime, le quotazioni del petrolio sono in ribasso sui mercati asiatici, per i timori legati agli effetti della pandemia sulla domanda. Il contratto Wti con scadenza agosto cede sui mercati asiatici il 2,13% a a 37,67 dollari al barile. Il Brent è in flessione del 2,02% a 40,19 dollari al barile.

Il clima incerto sugli asset rischiosi spinge di contro l’oro, che vede per il contratto future avvicinarsi la soglia dei 1.800 dollari l’oncia che manca dalla fine del 2011. Per il lingotto si avvia a chiusura il miglior trimestre dal 2016, nota Bloomberg, con un rally che da inizio anno vale ormai il +17 per cento. A favore delle sue quotazioni giocano anche le azioni delle Banche centrali, con i miliardi pompati nel sistema che schiacciano i rendimenti e deprezzano il dollaro. Il tutto mentre gli exchange-traded fund, gli etf che sono derivati che replicano l’andamento di un sottostante reale, hanno accumulato riserve di oro fisico ai massimi storici.


Fonte: https://www.repubblica.it/economia

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