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Essilux, nuovo scontro in cda. Italiani pronti a tagliarsi lo stipendio, stop dei francesi

MILANO – Nuovo scontro al consiglio di amministrazione di Essilor Luxottica che si è svolto martedì 24 tra Milano e Parigi, e che ha avuto una coda mercoledì 25 mentre il colosso dell’occhialeria ero sotto attacco degli hacker, che hanno cercato di entrare nel sistema operativo del gruppo.

In un clima che si fa sempre più torrido, questa volta il cda del colosso di cui Leonardo Del vecchio è il primo azionista (con il 32,3% del capitale) è finito in stallo per la politica di remunerazione. La società nata dalla fusione alla pari tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor, ha un consiglio di 16 membri, di cui 8 italiani e 8 francesi e una governance assolutamente paritetica che rende difficile prendere ogni decisione

In tempi di crisi, con le fabbriche e in negozi chiusi, il fronte italiano ha chiesto di abbassare il gettone di presenza dei consiglieri da 100 a 20mila euro, per stare vicino ai dipendenti, che in molti casi sono anche azionisti della società.

Il beau geste suggerito dalla parte del gruppo che fa capo a Leonardo Del Vecchio, era legato all’emergenza del Coronavirus e alla volontà di dare un segnale di unità tra i vertici e la base dei lavoratori. Ma la proposta non è stata approvata perché ancora una volta il voto è finito in pareggio, francesi contro, e italiani a favore, pertanto no si è potuto decidere.

Al consiglio precedente del 5 marzo era successo lo stesso: gli italiani, dopo l’esito delle indagini della frode di una fabbrica di lenti a Bangkok, dove , hanno chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato francese Laurent Vacherot.

La delibera è quindi stata messa ai voti, ma nonostante dalle indagini siano emersi dei profili di culpa in vigilando, il fronte transalpino ha fatto quadrato intorno a Vacherot che quindi resta in sella nella sua posizione di ad di Essilor, e co ad di Essilor Luxottica accanto a Francesco Milleri, ad di Luxottica e braccio destro di Del Vecchio.

Nella stessa occasione Del Vecchio e Milleri avevano deciso di rinunciare al bonus in gesto di solidarietà con la parte francese del management, che già non aveva potuto incassare l’emolumento straordinario a causa della frode in Thailandia.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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