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Decreto imprese, le modifiche in Parlamento: più tempo per rimborsare i prestiti, stop ai paradisi fiscali

MILANO – Il decreto che contiene i prestiti bancari garantiti dallo Stato per le aziende che hanno subito danni economici da Covid 19 viene ritoccato dalle Commissioni Finanza e Attività Prodittive alla Camera, dove è in via di conversione.

Tra gli emendamenti approvati dalle Commissioni c’è l’aumento da 24 a 36 mesi della durata del preammortamento di cui potranno avvalersi le imprese sui prestiti, non superiori a 6 anni, rilasciati con garanzia Sace entro il 31 dicembre 2020. Si tratterebbe dunque di cominciare a ripagare i finanziamenti a tre anni dalla loro erogazione. Disco verde anche alla estensione della garanzia statale staccata dalla controllata di Cdp ai finanziamenti concessi per il pagamento di canoni di locazione, di affitto di azienda o di ramo d’azienda.

Un’altra modifica specifica che le imprese che hanno sede nei paradisi fiscali extra Ue non potranno accedere ai finanziamenti con garanzia Sace. La norma prevede che siano escluse dalle garanzie pubbliche per i finanziamenti “le società che controllano direttamente o indirettamente una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, ovvero che sia controllata, direttamente o indirettamente da una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali”.  La disposizione non si applica “se la società dimostra che il soggetto non residente svolge un’attività economica effettiva, mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali”.

Se le imprese domanda poi la copertura pubblica a garanzia dei prestiti bancari, si impegnano a non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020 ma qualora “abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta del finanziamento”, l’impegno “viene assunto dall’impresa per i 12 mesi successivi” dalla richiesta: lo prevede un’altra modifica.

Ancora, il Parlamento ha proposto che le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia sui prestiti vadano ad alimentare il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia, a copertura delle garanzie stesse, con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro per l’anno 2020. Si prevede inoltre che l’apposito conto corrente di tesoreria centrale che sarà aperto per la gestione del Fondo sia intestato a Sace. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

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