in

Cattolica, i soci dicono sì alla trasformazione in spa

MILANO – Non c’era il tutto esaurito – anche perché l’assise era praticamente virtuale, per ragioni sanitarie – ma sono stati sfiorati i numeri delle grandi occasioni, all’assemblea di Cattolica. Del resto l’occassione era davvero storica, come ha sottolineato il presidente Paolo Bedoni: la trasformazione in spa. In passato ci sono state adunanze ben più numerose, in genere per i  rinnovi delle cariche, ma viste le modalità gli oltre 2.700 soci che hanno espresso il voto attraverso il rappresentante unico rappresentano un grande successo. Non altrettanto stellare – come era immaginabile – la percentuale di voti a favore della trasformazione in società per azioni. A favore si sono espressi in 1.910 (70,74% dei votanti) a fronte di 785 voti (29,07%) contrari. In questo modo è stata superata, anche se non troppo di slancio, la soglia minima per l’approvazione della modifica straordinaria allo Statuto (la legge prescrive il quorum di due terzi dei presenti). Se si pensa che a loro volta i votanti rappresentano il 14,56% del numero complessivo dei soci, (circa 18 mila)  pari al 14,96% del capitale sociale, si è espresso a favore del sì poco più del 10% del capitale complessivo.Questioni abbastanza secondarie, tutto sommato: in primo luogo perché i presenti alle assemblee non hanno mai superato i quattromila soci, nei momenti di maggior tensione nella vita della compagnia. E poi perché, a questo punto, conta il prima – cooperativo – e il dopo, società per azioni. Come aveva chiesto Generali (che ha avuto Rothschild come advisor nell’operazione) per prendere la sua quota del 25% (probabilmente, solo un primo passaggio, nonostante le dichiarazioni ufficiali che si limitano a parlare di “progetto industriale”). 

Non a caso Bedoni ha parlato di passaggio storico e di scelta che  permetterà “alla compagnia di essere sempre più forte sul mercato, solida e proiettata verso il futuro attraverso l’alleanza strategica con un player di grande rilievo”. Anche Luigi Frascino, uno di quei soci che nei mesi scorsi aveva animato il fronte del dissenso interno, ha parlato di “operazione storica e di partecipazione straordinaria”. Una posizione non condivisa da tutti: negli ultimi tempi anzi il clima è stato piuttosto arroventato e ci sono stati infuocati botta e risposta, anche con ricorsi alla Consob, tra la compagnia e “Casa Cattolica”, una rete di associazioni che ha duramente criticato il nuovo corso e ha sostenuto che – a suo giudizio – ci sono state una serie di anomalie procedurali. Al momento non ci sono informazioni in merito a come si sia espresso Warren Buffet, azionista al 9% di Cattolica, ma dovrebbe aver votato a favore della trasformazione in spa.

A questo punto il calendario prevede, la prossima settimana, una riunione del cda per la nomina ad amministratore delegato di Carlo Ferraresi (in sede ordinaria l’assemblea ha eletto in cda Ferraresi, ora direttore generale, che prende il posto dell’ex ad Alberto Minali, con circa il 70% dei voti). Poi seguirà in settembre l’aumento di capitale da 300 milioni, riservato a Generali e probabilmente ad ottobre ci sarà la seconda tappa del rafforzamento patrimoniale, da 200 milioni, aperto a tutti i soci (Generali compresa). L’assicurazione triestina a quel punto indicherà tre consiglieri nel cda; in attesa che, in aprile, la trasformazione in spa diventi operativa.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


Tagcloud:

La pandemia manda in rosso Fca, 1,04 miliardi di perdite nel secondo trimestre 2020

Mise: “Al via l'incentivo per l'acquisto delle auto a basse emissioni”