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Borse incerte dopo un trimestre di corsa. Preoccupano i contagi Usa, oro superstar

MILANO – Ore 9:30. Borse poco mosse all’avvio del terzo trimestre dell’anno, dopo che il periodo aprile-giugno è andato in cantiere con un recupero azionario che mancava da undici anni: una risalita che ha consentito, ad esempio, allo S&P500 di Wall Street di balzare del 20% (addirittura miglior performance dal 1998). Restano ampi capitoli di incertezza: in primis, la situazione sanitaria e la forza della ripresa economica con il record di Usa: 46 mila in 24 ore. Tornano però ad agitarsi anche le ombre geopolitiche, dopo che Trump si è detto “sempre più arrabbiato” con la Cina che ha approvato la legge che . Non a caso, l’oro-bene rifugio rimane centrale nel radar degli investitori: il future del lingotto ad agosto è volato sopra quota 1.800 dollari l’oncia e anche il metallo spot ci si avvicina.

Molti predicano cautela, ma intanto probabilmente acquistano. “Ci sembra che gran parte delle ‘buone notizie’ sia prezzata dal mercato”, ha detto Jim McDonald di Northern Trust alla tv di Bloomberg facendo capire che alle attuali valutazioni fanno da sottostante le più rosee aspettative. In queste circostanze, che indicano cioè una ripresa a V (rapida, dopo il crollo per la pandemia) è alto il rischio di incassare qua e là qualche delusione.

I future sugli Usa sono deboli, le partenze Ue sono caute: Milano sale dello 0,25%, Francoforte dello 0,55% mentre Parigi scivola dello 0,3% e Londra dello 0,1%. Le Borse asiatiche si sono mosse in ordine sparso, a seconda dei dati provenienti dalle rispettive economie: debole Tokyo che ha perso lo 0,75%, in rialzo Shanghai dello 0,55%, chiusa Hong Kong.

L’euro apre in calo sopra 1,12 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1221 dollari e 120,79 yen. Dollaro/yen arretra a 107,65. Sterlina a 1,2362 sul biglietto verde. Lo spread apre stabile in area 170 punti base.

Il mercato valutario attende in particolare i dati Adp sull’occupazione nel settore privato. Intanto dal fronte macroeconomico si registra che la fiducia delle imprese manifatturiere giapponesi scende al livello più basso dal 2009 mentre il coronavirus mina la domanda globale e la produzione: l’indagine Tankan di giugno su circa 10.000 società, diffusa dalla Banca centrale giapponese, pone l’indice a -34, il livello più basso dalla grande crisi finanziaria del 2009, a fronte di -31 atteso dal mercato e da -8 registrato a maggio quando è emerso il primo dato negativo da 7 anni. L’indice Caixin, che misura l’attività manifatturiera in Cina, avanza a giugno a 51,2 punti, al top da sei mesi, sopra la soglia psicologica che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione dell’economia (50 punti). Anche l’Europa è interessata oggi dai Pmi manifatturieri, attesi con la disoccupazione tedesca. In Germania, intanto, si rianima il commercio: le vendite al dettaglio tedesche rimbalzano a maggio, grazie alle riaperture: avanzano del 13,9% mensile, contro il calo del 5,3% di aprile e a fronte di un atteso +3,9%. Su base annuale le vendite crescono del 3,8%, dopo il -6,5% di aprile e a fronte di un atteso -3,5%.

I prezzi del petrolio sono in rialzo, in attesa dei dati delle scorte settimanali Usa, che dovrebbero registrare un restringimento. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano dell’1,07% a 39,69 dollari e quelli sul Brent crescono dell’1,34% a 41,15 dollari al barile. Come detto, continua la marcia del prezzo dell’oro che sale vicino a un picco di otto anni. Lo spot gold avanza dello 0,1% a 1.782,67 dollari l’oncia e i future si stabilizzano a 1.800.60 dollari.


Fonte: https://www.repubblica.it/economia

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