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Borse deboli in attesa dei sussidi alla disoccupazione Usa. Chiude l'emissione del Btp Italia anti-Covid

MILANO – Ore 9:45. Mercati deboli in attesa di conoscere i dati sui sussidi settimanali di disoccupazione e con le scintille tra Usa e Cina che preoccupano gli investitori. Le Borse asiatiche hanno trattato miste e aperture in Europa sono all’insegna del rosso. Arretrano anche i future su Wall Street: secondo le attese degli analisti, le richieste questa settimana dovrebbero salire di circa 2,35 milioni unità, portando il numero totale di americani senza lavoro da metà marzo a quasi 40 milioni di unità su base destagionalizzata.

Nelle prime fasi di contrattazione, Milano cede lo 0,5%, Londra lo 0,75%, Francoforte l’1,2% e Parigi l’1,3%. In mattinata, Tokyo ha limato lo 0,21%, Hong Kong si è mossa in ribasso dello 0,3% e Shanghai dello 0,2%.

A Piazza Affari si registra la trimestrale di con l’utile che scende a 113 milioni (da 744 milioni dello stesso periodo 2019) per 655 milioni di svalutazioni sugli investimenti legate all’impatto del Covid-19 sui mercati finanziari e del contributo di 100 milioni stanziati dal gruppo per il Fondo per l’emergenza.

Dopo il grande successo presso gli investitori retail, con 14 miliardi di titoli collocati, il Btp Italia quinquennale dedicato a raccogliere risorse per l’uscita dall’emergenza sanitaria chiude oggi con la vedita agli istituzionali. Il Tesoro ha confermato la cedola annua dell’1,4% reale. Intanto lo spread ha aperto stabile a 212 punti con il decennale italiano all’1,63%.

L’euro apre sopra 1,09 dollari, mentre il biglietto verde riprende a guadagnare terreno, per la cautela che torna a prevalere sui mercati valutari. La moneta europea passa di mano a 1,0962 dollari e scende a 117,96 yen. Sale il dollaro/yen a 107,61. Sterlina sopra 1,22 dollari, ma resta sotto pressione per la discussione ancora aperta sulla possibilità di introdurre tassi di interesse negativi.

Resta sullo sfondo la tensione tra Usa e Cina, dopo che il Senato americano ha approvato una legge che limita la possibilità delle società straniere di quotarsi a Wall Street, in assenza di requisiti di trasparenza, che tutti leggono in chiave anti-Pechino. Secondo alcuni esperti contattati da Bloomberg, si potrebbe considerare a rischio anche la Fase 1 dell’accordo commerciale trovata alla fine dello scorso anno, anche perché gli impegni presi sarebbero ormai incompatibili con la situazione economica globale. Il presidente americano, Donald Trump, ha poi gettato altra benzina sul fuoco attaccando ancora Pechino accusandola di incompetenza e di aver provocato una strage mondiale con la diffusione del Covid-19.

Tra i dati di giornata, l’export in Giappone affonda del 21,9% annuale in aprile, per colpa dell’impatto globale della pandemia. Si tratta del calo più forte dal 2009. Le spedizioni verso Usa crollano del 38% e quelle verso l’Unione europea del 28%. L’import scende 7,2%. La bilancia commerciale va in rosso di 930 miliardi di yen.

Prezzi del petrolio in rialzo per le ripartenze a livello globale, anche se i timori di una ricaduta nella pandemia limitano i guadagni. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano del 2,5% a 34,31 dollari e quelli sul Brent del 2,4% a 36,55 dollari.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml

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