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Proteste per lo scandalo, il Vimm di Padova gli revoca la nomina. E lo scienziato Pandolfi resta negli Usa

PADOVA – Revocata la nomina di Pier Paolo Pandolfi come direttore scientifico del Vimm, l’istituto di medicina molecolare di Padova. Niente ritorno in Italia per il luminare della ricerca sul cancro rimasto invischiato in una storia di molestie ad Harvard. Dopo un lungo braccio di ferro tra i vari membri del consiglio di amministrazione, dopo l’annuncio delle dimissioni in blocco del comitato scientifico, è arrivata la svolta. “Il Consiglio di amministrazione della Fondazione per la ricerca biomedica avanzata ha deliberato in data odierna di revocare la nomina del professor Pier Paolo Pandolfi a direttore scientifico del Vimm” scrive l’istituto padovano in una nota ufficiale. “La decisione è stata assunta con profondo rammarico in considerazione delle straordinarie qualità scientifiche del professor Pandolfi e del potenziale di sviluppo della ricerca che questi avrebbe sicuramente garantito ai più alti livelli, ma si rende necessaria dopo aver appreso la vicenda nella quale il professore è stato coinvolto nell’Università di Harvard, di cui la Fondazione non era stata informata”.

I fatti al centro dello scandalo risalgono a circa un anno fa. Il 4 aprile 2019 una giovane ricercatrice del Beth Israel di Harvad presenta una segnalazione di molestie all’ufficio risorse umane. La giovane, di origini italiane, riferisce di essere oggetto di attenzioni eccessive da parte del responsabile del centro, Pier Paolo Pandolfi. Lo scienziato, che peraltro lavora nello stesso laboratorio con la moglie, avrebbe inviato alla ricercatrice decine di mail in pochi mesi. L’ateneo americano apre un’inchiesta e sospende Pandolfi, che dopo poco si dimette. A fine maggio 2020 viene nominato direttore scientifico del Vimm di Padova, istituto che vanta importanti soci come la Fondazione Cassa di Risparmio oltre che un rapporto molto stretto con l’Università. Ma non appena viene ufficializzata la nomina del nuovo direttore scientifico in Italia rimbalza anche l’eco delle molestie, sulla spinta del movimento Me Too. Giovedì scorso l’intero comitato scientifico internazionale si dimette in blocco per “poca trasparenza e nessuna consultazione per la nomina” ma nessuno parla ancora in modo ufficiale di molestie.

Il professor Pandolfi affida la sua autodifesa al Corriere della Sera: “E’ stato un episodio marginale, un misfatto di natura romantica”, dichiara sminuendo la gravità di simili comportamenti.  A quel punto entra in gioco anche l’Università di Padova, che attraverso il rettore Rosario Rizzuto prende una posizione netta: “Quel che è molestia ad Harvard lo è anche a Padova”. E con il passare dei giorni emerge il disappunto della Fondazione Cassa di Risparmio, uno dei principali finanziatori dell’istituto. Francesco Pagano, presidente del consiglio di amministrazione, ha provato a tenere duro fino all’ultimo, convinto che la nomina di Pandolfi fosse comunque una cosa giusta, nonostante tutto. Ma la maggioranza del consiglio ha deciso per una retromarcia. “La Fondazione, alla luce dei valori che caratterizzano la sua attività, non può trascurare la vicenda di cui il professor Pandolfi è stato protagonista, senza pregiudicare l’immagine e la reputazione dell’Istituto, dei suoi ricercatori e dei sostenitori” scrive il cda. “Procederemo al più presto alla nomina del nuovo direttore scientifico del Vimm, allo scopo di garantire la continuità dell’attività di ricerca”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

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