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Piemonte, Fratelli d'Italia all'attacco: “Niente pillola abortiva Ru486 nei consultori”. Il ginecologo Silvio Viale: “Un bluff, non cambia nulla”

Niente somministrazione della pillola abortiva Ru486 nei consultori, stop alla distribuzione in day hospital alla fine dell’emergenza Covid, ricovero obbligatorio per le donne che scelgono l’aborto farmacologico, assieme a un raccordo delle istituzioni con i movimenti pro vita. Sono le linee guida che la Regione Piemonte potrebbe approvare a breve sull’aborto farmacologico, con un’apposita delibera in contrasto con quelle del ministero della Salute.

La giunta regionale guidata da Alberto Cirio prova, dunque, a mettere ancora una volta in difficoltà il governo. Quando ad agosto erano uscite le linee guida del ministro Speranza sulla somministrazione della pillola abortiva, l’assessore agli Affari legali, Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, aveva chiesto un parere legale agli avvocati della Regione perchè valutassero l’eventuale incompatibilità con la legge 194.

Quella sull’aborto farmacologico “è una proposta dell’assessore” Marrone, “che verrà portata prima in maggioranza per una valutazione da parte di tutti, essendo un tema che tocca le sensibilità individuali”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. La delibera regionale, in ogni caso, “non è ancora in programma – precisa ancora Cirio – perché si sta approfondendo il tema”.

Per contestare le linee guida del ministro è stato trovato, secondo l’esponente del partito della Meloni, un “espediente”  – ma non c’è alcun parere scritto da parte dell’Avvocatura regionale – in base al quale Marrone ora chiede a Cirio e alla giunta di apportare dei correttivi ostacolando di fatto l’applicazione delle nuove  regole.  In particolare sul  ruolo dei consultori che, secondo l’interpretazione  dei legali, non dovrebbero poter somministrare il farmaco. 

Il Piemonte, insomma, potrebbe andare per la sua strada modificando alcuni punti delle linee guida disposte dal ministero che mettevano fine ad anni di contraddizioni, visto che l’obbligo del ricovero, dove il ginecologo Silvio Viale aveva combattuto una dura battaglia, non è di fatto mai stato rispettato. Marrone chiede che il farmaco non sia somministrato nei consultori e che il day hospital sia consentito come chiede il ministro, ma solo nel periodo di emergenza Covid.

Ora la giunta e l’assessore piemontese alla Sanità, Luigi Icardi, si sono impegnati a valutare la proposta. Ci sarà un incontro di maggioranza, fa sapere la Regione, in cui si chiederà un parere a tutte le forze politiche di centrodestra su un tema importante che tocca le sensibilità individuali. Silvio Viale dichiara che non cambierà nulla: “Si tratta di un bluff di un assessore di Fratelli d’Italia che non ha la minima idea di cosa stia parlando. Voglio rassicurare tutti che continueremo a dare la Ru 486 in day hospital”.

Dure anche le reazioni dell’opposizione: “Basta fare propaganda sulla pelle delle donne, Cirio prenda le distanze da quest’operazione” dice Francesca Frediani del Movimento5Stelle, mentre per Marco Grimaldi, di Luv, l’assessore leghista Icardi è ormai di fatto commissariato: “Il Piemonte guida la crociata contro la pillola Ru 486 e Marrone, mitomane in cerca di visibilità sul corpo delle donne,  si traveste da assessore alla Sanità”.

Critiche anche da parte della sindaca di Torino Chiara Appendino: “Non è la prima volta che qualche esponente politico decide di fare la sua becera propaganda sul corpo delle donne, entrando a gamba tesa sui temi dell’interruzione volontaria di gravidanza e delle sue modalità. Vorrei addirittura evitare di darge a Marrone visibilità, se non fosse che simili posizioni, in passato, hanno letteralmente distrutto l’esistenza di migliaia di famiglie e di donne.Quindi lo dico in maniera molto chiara: sull’aborto, il diritto di scelta non si tocca” Le critiche riguardano anche il metodo: “Fermo restando che quanto dichiarato sino ad ora dall’Assessore dimostra una totale ignoranza tecnica sul tema, ci batteremo in ogni sede affinché la tutela delle donne e il loro diritto all’autodeterminazione vengano rispettati”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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