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Decreti sicurezza, accordo vicino. Resta il nodo delle multe alle Ong

ROMA – L’unico nodo da sciogliere è quello sulle multe alle Ong che dovessero effettuare soccorsi senza avvertire lo Stato di bandiera e il centro di coordinamento e soccorso. Nel testo proposto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese spariscono ma il M5S vuole che le sanzioni amministrative restino, non più con la spropositata cifra di un milione di euro decisa dal parlamento in sede di conversione in legge del decreto Salvini bis, ma nella loro originaria formulazione, da 10 a 50.000 euro.

Per il resto la terza riunione al Viminale del tavolo di maggioranza di governo chiamato a riscrivere i decreti sicurezza ha portato ad una sostanziale condivisione delle modifiche: il M5S, con il documento portato ieri alla riunione, ha detto sì alla riforma del sistema di accoglienza con il ritorno agli Sprar, il ripristino delle attività di integrazione anche per i richiedenti asilo, l’ampliamento delle protezioni speciali e sussidiarie a tutti coloro che hanno subito trattamenti disumani e degradanti con la possibilità poi di convertirli in permessi di lavoro, ulteriori protezioni per i minori non accompagnati. E ancora dimezzamento dei tempi di detenzione nei Centri per il rimpatrio dei migranti destinati all’espulsione ( che tornano dunque da 180 a 90 giorni) tranne nei casi in cui vi sia un accordo bilaterale con il Paese di rimpatrio. E, per finire, anche una revisione dei criteri di revoca della cittadinanza con il parere obbligatorio del Consiglio di Stato.

Insomma, ben di più delle modifiche richieste dal presidente della Repubblica nelle sue osservazioni al momento della promulgazione delle leggi. Adesso toccherà al ministro dell’Interno Lamorgese redigere una nuova proposta di modifiche da presentare al tavolo il 9 luglio prossimo. Non è ancora chiaro però quando il nuovo decreto sarà portato in consiglio dei ministri. Il M5S chiede che la riforma venga rinviata a settembre per non ingolfare ancor di più il calendario dei lavori parlamentari, Pd, Leu e Iv vorrebbero far presto ma nessuno si vuole mettere nelle condizioni di approvare un decreto con il rischio che non possano essere rispettati i tempi per la conversione in legge.

“Il vertice di oggi è stato molto utile per gli importanti passi avanti compiuti. C’è l’impegno di tutte le forze di maggioranza a raggiungere l’obiettivo di azzerare gli effetti negativi dei decreti Salvini sull’immigrazione – dice il viceministro dell’interno Matteo Mauri – Per farlo c’è l’accordo di andare ben oltre le osservazioni del Capo dello Stato. Cosa non scontata all’inizio di questo confronto”.”Oggi al ministro Lamorgese abbiamo presentato una proposta per ridurre drasticamente i 5mila centri di accoglienza straordinaria presenti in Italia e riorganizzare il sistema dell’accoglienza. Il decreto deve contenere questa riforma. Più in generale abbiamo presentato un documento unitario del Movimento 5 Stelle con diverse misure utili. Vogliamo un decreto ordine e integrazione, perché solo ordine e integrazione creano vera sicurezza”, il commento di Giuseppe Brescia (M5S), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.

L’accordo sostanzialmente raggiunto viene visto con favore anche dal mondo dell’associazionismo. “L’accordo interno alla maggioranza sulla riforma dei decreti sicurezza che sembra essere all’orizzonte è già una buona notizia – dice Filippo Miraglia dell’Arci – Le conseguenze dei due principali provvedimenti propaganda dell’allora vicepresidente del Consiglio sono ancora presenti e pesantemente negativi sulla vita delle persone e dei territori”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

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