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Covid, il tracciamento si fa con app e QRcode: all'Università della Calabria isolati in poche ore contatti e luoghi a rischio

Un tracciamento dei contatti perfetto, senza possibilità di errori e calcolato in tempi record. Mentre in Italia si fanno i conti con limiti e falle del sistema che permette di mappare chi abbia avuto a che fare con positivi al Covid19, all’Università della Calabria, una soluzione l’hanno trovata e la stanno testando “sul campo”. Si chiama SmartCampus ed è un’app, sviluppata da due aziende informatiche collegate all’ateneo, CalTek e SOMOS, che ha retto perfettamente alla prima reale prova dei fatti.  

Cinque studenti, iscritti a cinque diversi corsi di laurea, sono risultati positivi al Covid19 e nel giro di poche ore l’università è stata in grado di individuare non solo gli spazi comuni – aule, biblioteche, mense – da loro frequentati nell’ultima settimana, ma anche chi fosse lì con loro e per quanto tempo. Tutto possibile grazie all’app SmartCampus e al sistema di elaborazione dei dati sviluppato da un altro spin off universitario, DLVSystem S.r.l., specializzata in tecnologia di Intelligenza Artificiale.  

Dopo essere stati informati della positività al tampone dei cinque studenti, agli sviluppatori è bastato inserire i loro nomi nel sistema per avere in mano nel giro di poche ore dati fondamentali. Al responsabile Covid dell’ateneo sono stati forniti l’elenco di studenti, docenti e personale entrati nell’orbita dei positivi, più dati precisi su frequenza e durata dei contatti e ampiezza dello spazio fisico in cui si sono verificati. Si tratta di indicatori fondamentali per stimare le probabilità di esposizione al contagio, che permettono di ordinare l’elenco di studenti, docenti, personale contattare e testare secondo un indice di priorità. A questa seconda fase però è l’Azienda sanitaria provinciale – che dall’università ha avuto in tempi record tutti i dati – che dovrà provvedere. Le persone potenzialmente esposte al contagio non ricevono alcuna notifica. 

Ma perché SmartCampus funziona in modo così preciso? Perché scaricarla e usarla è necessario per frequentare le lezioni e usufruire di mense e biblioteche. Così ha disposto il rettore Nicola Leone, che quando l’ateneo ha riaperto le porte ha fissato regole molto precise per frequentarlo. Per andare a lezione, gli studenti devono prenotare un posto tramite l’app, quindi registrarsi con qr-code sia all’ingresso, sia all’uscita. Stessa cosa vale per mense, sale studio e altre aree comuni. E sono proprio questi i dati che è stato possibile recuperare ed elaborare per tracciare i contatti dei cinque studenti positivi. La privacy? Prima di entrare in funzione, SmartCampus è stata sottoposta al Garante d’ateneo, che ha concesso tutte le autorizzazioni necessarie.  

“È importante che ognuno la utilizzi insieme all’app Immuni, che invito a scaricare per chi non avesse ancora provveduto, per rendere il più possibile sicura la vita nel Campus – ha detto il rettore -. Solo con la partecipazione attiva e responsabile di tutti, la vita universitaria potrà riprendere in tranquillità, evitando il crearsi di assembramenti, utilizzando le mascherine sia nelle aule che all’aperto e osservando quanto previsto dalle norme ministeriali. Sono piccoli sacrifici che tutti noi dobbiamo sostenere, a tutela della nostra salute e di quella delle persone che frequentiamo, anche al di fuori dell’Unical”.   


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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