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Coronavirus, centinaia di selfie in mascherina per #datecivoce. “Ora una legge sulla parità di genere”

“Abbiamo lottato, sopportato. Subìto, sperato e disperato. In questa crisi ci siamo sempre state, eccoci ancora qui: in prima linea, come e forse più di voi uomini. Vi abbiamo dato ascolto, ora basta: dateci voce”. Era cominciato tutto con uno sfogo tra amiche su di una chat, un mese fa: oggi è diventato un fenomeno social inarrestabile, con un hasthag (#datecivoce) che è stato rilanciato da decine di personaggi pubblici e in tre settimane ha prodotto oltre 10.000 tweet, 48 milioni di Potenziali Impressioni Totali (elaborazione TheFool.it su dati dati Brandwatch™ Crimson Hexagonun), un coinvolgente flashmob di selfie con mascherine postati su Facebook, Twitter, Instagram. E gli effetti si sono fatti sentire.#datecivoce: la mobilitazione per la parità di genereHanno scritto una lettera-appello da scrivere a Giuseppe Conte e Vittorio Colao, responsabile della task force governativa. “Se l’Italia ha bisogno di una ‘cura’, è sbagliato affidarsi solo agli uomini: avete messo solo 4 donne su 17 persone che gestiscono la Fase 2. Abbiamo diritto a un’adeguata rappresentazione nei centri di decisione pubblica e collettiva”. A firmare la missiva sono state in più di 50.000:  imprenditrici, artiste, insegnanti, dirigenti, infermiere, scrittrici, operaie, casalinghe, ricercatrici, medici, giornaliste, farmaciste, manager. Insieme a oltre un centinaio di associazioni, in rappresentanza di decine di migliaia di persone. Anche diversi uomini, anzi, sempre di più (tra gli altri Polo Lattanzio, Marco Cappato, Piero Chiambretti, Luciano Cimmino; anche Carlo Calenda si è fatto un selfie con mascherina e hashtag). E 16 senatrici. Un movimento d’opinione trasversale impossibile da etichettare politicamente.Politica


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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