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Bibbiano, la Cassazione: arresti infondati contro il sindaco

BOLOGNA – Non c’erano gli elementi per imporre la misura coercitiva dell’obbligo di dimora nei confronti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti nell’ambito delle indagini sugli affidi illeciti in Val d’Enza.

Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni del verdetto che il 3 dicembre ha annullato senza rinvio la misura cautelare. I supremi giudici rilevano “l’inesistenza di concreti comportamenti”, ammessa anche dai giudici di merito, di inquinamento probatorio e la mancanza di “elementi concreti” di reiterazione dei reati.

Il sindaco di Bibbiano ha ricevuto dai carabinieri oggi, insieme ad altre 25 persone,  l’avviso di fine indagine dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza e che a maggio vide scattare misure cautelari.

I capi di imputazione contestati dalla Procura reggiana nell’atto che di solito prelude a una richiesta di rinvio a giudizio sono 108.

Esce parzialmente ridimensionata, con la caduta di due capi di imputazione su quattro inizialmente contestati, la posizione del sindaco di Bibbiano. Il primo cittadino Pd resta dunque accusato di un’ipotesi di abuso di ufficio e di un’altra di falso, mentre non sono più presenti due imputazioni di abuso di ufficio in concorso. Carletti risponde di irregolarità sull’affidamento del servizio sociale. Tra l’altro, secondo la Procura di Reggio Emilia contribuì a rendere possibile lo stabile insediamento di terapeuti della onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica ‘La Cura’, pur consapevole dell’assenza di una procedura ad evidenza pubblica e dell’illiceità del sistema. Avrebbe inoltre sostenuto, “nella permanenza di tali illecite condizioni” la attività e l’ampliamento delle attribuzioni a favore del centro studi anche attraverso pubblici convegni organizzati a Bibbiano.

Cronaca


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

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