in

Torna in Italia dopo 35 anni la Madonna Benois di Leonardo 

Una Madonna giovanissima, praticamente una bambina, che fa giocare con un fiore di crucifera, simbolo della Passione, il figlio che tiene in braccio: e lo gratifica di uno sguardo di totale beatitudine, nel quale si possono riconoscere tutte le madri. È la Madonna Benois, dipinta da Leonardo da Vinci a 26 anni e punto di svolta nella sua parabola artistica: forse il momento preciso in cui si staccò definitivamente dalla tradizione fiorentina del Botticelli, del Ghirlandaio e del Perugino.

Il quadro torna in Italia quest’estate dopo 35 anni per le celebrazioni dell’anno vinciano, prestato dall’Ermitage di San Pietroburgo. Verrà esposto alla Pinacoteca Comunale di Fabriano dall’1 al 30 giugno, a cura di Carlo Bertelli e Tatiana Kustodieva, in occasione del convegno internazionale che riunirà nella città marchigiana le 180 città creative Unesco del mondo. In seguito passerà a Perugia per un altro mese, ospite della Galleria Nazionale. L’altro prestito leonardesco concesso all’Italia dal museo russo è la Madonna Litta, attesa al Poldi Pezzoli di Milano dall’8 novembre al 10 febbraio, sulla quale pesano per altro problemi di attribuzione.

La Benois fu dipinta con ogni probabilità tra il 1478 e il 1480 ed è menzionata nei taccuini di Leonardo. Comparve in Russia all’inizio dell’Ottocento nella raccolta del generale Korsakov, al momento il più antico proprietario conosciuto, e deve il nome alla famiglia Benois, che nel 1824 l’acquistò ad Astrakan da un mercante. Fa parte dal 1914 della collezione dell’Ermitage, al quale venne venduta da Marija Benois al prezzo “politico” di 150 mila rubli, «purché rimanesse in Russia». La scena è affettuosa e quotidiana, priva di idealizzazioni e per questo ancora più emozionante. Secondo la curatrice Kustodieva, «la Madonna è scesa dal trono su cui gli artisti del Quattrocento l’avevano posta e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di casa abitata»..

Alla presentazione della mostra, svoltasi al Castello Sforzesco, in quella Milano che è il centro delle celebrazioni italiane per Leonardo, Irina Artemieva, conservatore dell’Ermitage, ha notato come la linea del Museo consista nel «restituire in prestito le opere ai luoghi di origine, così com’è accaduto per Canaletto a Venezia e come accadrà l’anno prossimo per Raffaello». Maria Francesca Merloni, Goodwill Ambassador Unesco per le città creative, ideatrice dell’evento per Fabriano, si è detta «felice di avere sognato in grande». L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, ha ricordato inoltre come «a poche centinaia di metri da qui», sempre al Castello, «verrà presentato il 15 maggio il cantiere di restauro della Sala delle Asse decorata da Leonardo, che resterà aperto al pubblico fino a gennaio».


Fonte: http://www.lastampa.it/cultura/arte


Tagcloud:

Giro d’Italia, apre la crono di Bologna

“Nella musica Google ha superato i 15 milioni di abbonati”