in

Spese per la scuola, 590 euro a famiglia. In calo rispetto all'anno scorso

Lezioni scolastiche al via e genitori alle prese con le spese di inizio anno: libri, dizionari, zaini, attrezzatura, cancelleria e abbigliamento. Ma le abitudini degli italiani stanno cambiando. A descrivere come ci ha pensato l’Osservatorio dedicato al “back to school” di Findomestic in collaborazione con la Doxa. Quest’anno la spesa media per fare partire l’anno scolastico è di 597 euro, cifra tra le più basse dal 2012 e in leggero calo (meno 2%) rispetto al 2018. Secondo lo studio, mamme e papà si affidano sempre di più all’usato “sicuro” che agli acquisti online, che risultano in calo. Una pratica che per l’Osservatorio riguarda anche l’abbigliamento e i computer, oltre che libri di testo e dizionari. Cresce invece la quota di coloro che si affidano all’e-commerce ma solo per la cancelleria.

A spendere di più i genitori dell’Italia centrale, che sborseranno mediamente 688 euro ad alunno. Quelli più parsimoniosi saranno gli abitanti delle regioni del nord-ovest che potranno mettere a bilancio 556 euro a figlio. Per finanziare la spesa, sempre meno famiglie si affidano alla paga mensile, ad aiuti esterni o ai risparmi. E cresce la quota di chi stipula un piccolo prestito per affrontare questa spesa eccezionale. La voce più consistente resta quella dei libri e dei dizionari, che secondo gli italiani incide per il 67%. La restante parte può costare qualsiasi cifra soprattutto per chi non riesce a rinunciare a zaino, portacolori, quaderni, diari e abbigliamento griffati. Anche i trasporti e le liste dei materiali che gli insegnanti sono “costretti” a chiedere alle famiglie, soprattutto nella scuola dell’infanzia e alla primaria, pesano sempre più nei bilanci delle famiglie.

Per quali materie mamme e papà sono disposti a spendere di più? Secondo il 60,8% del campione a base della ricerca, è l’Inglese la materia più importante per il futuro dei nostri alunni. “Seguono a ruota – spiega lo studio – l’informatica e il coding, il linguaggio della programmazione (42,4%)”. Quasi metà (il 45%) dei genitori italiani è disposto a finanziare autonomamente il corso di lingua inglese per i propri figli, che può essere di 2/3 mesi ma anche di 6 mesi o un anno all’estero. Dipende dalle disponibilità economiche. E nonostante la normativa fiscale preveda detrazioni per alcune categorie di spese scolastiche, in occasione della denuncia dei redditi, sale la percentuale (dal 41,5% del 2018 si sale al 45,6% di quest’anno) che sconoscono questa opportunità.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


Tagcloud:

Franceschini: "Alleanza col M5s già alle Regionali"

Sottosegretari, non c’è accordo sulla lista: rinviate le nomine