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Scuola, l'ira dei sindacati contro il governo: “Si sblocchi il decreto salva precari”

Sindacati sul piede di guerra. L’intesa firmata con il ministro Marco Bussetti per la stabilizzazione dei 55mila insegnanti precari rischia di non essere attuata. I tempi sono strettissimi. Entro la prossima settimana il decreto che prevede un concorso straordinario per la secondaria – che riguarda 24.268 supplenti in cattedra da almeno tre anni negli ultimi otto – oppure un percorso abilitante speciale (Pas) deve essere approvato in consiglio dei ministri. Ma l’opposizione che potrebbero sollevare i 5 Stelle, denunciano i sindacati, rischierebbe di bloccare tutto.

Per questo martedì Flc-Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals e Gilda formalizzeranno i motivi della protesta e la richiesta di un intervento del premier Giuseppe Conte, con presidi e sit-in nelle città. Nell’ennesimo scontro nel governo tra M5s e Lega i sindacati temono che il decreto si incagli. Anche perchè rispetto al percorso già concodato con Bussetti, i grillini – contrari a una sanatoria – spingerebbero per un concorso ordinario dove assegnare il 30% dei posti ai precari con almeno 36 mesi di servizio.

“Una vergogna, sulle misure per i precari si faccia garante il premier Conte. Chi le ostacola mina la credibilità del governo e non rispetta i precari” twitta Lena Gissi, segretaria della Cisl Scuola. “Se salta il decreto è un disastro per la scuola: se neanche questo sarà fatto si dimostrerà l’incapacità assoluta di questo governo” attacca Francesco Sinopoli segretario della Flc-Cgil. E rincara la dose Pino Turi, segretario della Uil scuola: “Un ritardo sconcertante che mette in evidenza la lentezza con la quale procede la presentazione del decreto legge che dovrebbe creare condizioni e clima positivo per il nuovo anno scolastico. Non vorremmo che il ritardo nascondesse l’incapacità di trovare un accordo tra le forze che sostengono la maggioranza, con la scuola a fare da terreno di scontro”.

Tra l’altro sulla questione precari nella scuola pesa un nuova lettera di richiamo partita da Bruxelles la scorsa settimana nella quale la Commissione europea chiede conto dell’abuso di precariato. Il tutto in un contesto in cui il fenomeno della supplentite si aggrava (la scuola si appresta a ripartire a settembre ) e il Mef ha appena tagliato 5000 cattedre di ruolo rispetto a quelle annunciate.

Sul tavolo rimangono inoltre i nodi della regionalizzazione della scuola (l’autonomia differenziata) e degli aumenti di stipendio, tema della prossima Legge di Bilancio: ad oggi non ci sono le risorse necessarie a un rinnovo contrattuale  “che garantisca il recupero del potere di acquisto dei docenti nel triennio 2019-2021”.

Un passo indietro. L’ultimo è dell’11 giugno scorso. “Ma la prima occasione in cui abbiamo sottoposto la proposta di un provvedimento straordinario per i precari al ministro Bussetti era dicembre, per cui già c’è stato un forte ritardo nel recepire le nostre richieste, ora che poi è tutto scritto nero su bianco è davvero inammissibile rinviare ulteriormente” contestano i sindacati.

La strada individuata porterebbe comunque benefici solo dal 2020. Il testo prevede il percorso abilitante speciale per i supplenti della secondaria, rivolto a chi ha svolto tre anni di servizio negli ultimi otto nella scuola statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Poi c’è l’ok al concorso straordinario bis per diplomati magistrali e laureati Scienze della formazione primaria, ma anche la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 ai maestri con diploma magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa. Tra gli alti provvedimenti, ci sono la proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016 e la proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, inseriti nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018..

“I provvedimenti per la stabilizzazione dei supplenti storici e meritevoli che il governo si appresta ad approvare, probabilmente la prossima settimana, sono tardivi oltre che non risolutivi del problema della supplentite” contesta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Il testo – spiega – doveva prevedere necessariamente oltre ai concorsi riservati per primaria e secondaria, altre norme. Cercare di risolvere i problemi cronici del precariato scolastico a una ventina di giorni dall’inizio dell’anno è una pia illusione: perché si procede solo al salvataggio di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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