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Scuola, caos nelle chiamate dei nuovi presidi

Non c’è pace per il concorso dei dirigenti scolastici. Non solo i vincitori saranno assunti sub iudice – pesa l‘udienza pubblica il 17 ottobre dopo i ricorsi – ma ogni ufficio scolastico regionale sta procedendo in ordine sparso nelle chiamate, senza passare dalla graduatoria nazionale. E con criteri differenti: chi permette ai neo presidi di indicare appena cinque preferenze ispetto alle scuole, chi venti, chi oltre cento.

Il quadro è differente a seconda delle Regioni. In Lombardia, ad esempio, i vincitori di concorso potranno esprimere venti sedi e le province lombarde in ordine di preferenza. Fatta poi salva la discrezionalità dell’amministrazione. In Toscana invece le preferenze sono solo cinque e l’assegnazione avverrà non solo considerando la posizione in graduatoria, ma anche valutando le esperienze riportate nel curriculum. Nel Lazio le preferenze concesse sono oltre cento.

La mappa di denuncia è della Cisl scuola. In Emilia Romagna altri criteri: le sedi da indicare sono dieci, però devono essere in almeno tre diverse province della regione.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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