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Scuola, adottare un banco? I presidi: “Un gesto simbolico”

“Un gesto simbolico, anche se per cambiare la qualità della scuola serve ben altro. Ma intanto è un segno di attenzione”. Non dispiace ad Antonello Giannelli, voce dell’associazione nazionale presidi (Anp), l’idea contenuta nella pubblicata su Repubblica di far adottare il banco dagli studenti: “E’ un simbolo che va difeso”.

E’ un momento in cui i riflettori sono accesi sulla sicurezza delle scuole. Il sull’edilizia scolastica appena presentato a Torino non lascia dubbi sulla necessità di intervenire rispetto a muri, solai e arredi per un rifacimento degli edifici anche a misura di didattica innovativa. Nella lettera il messaggio è civico: affidare il banco all’alunno che entra a scuola perché impari a prendersene cura e a restituirlo nelle condizioni in cui gli è stato consegnato.

Nel banco, scrive Luca Josi, è circoscritta “l’idea di Stato e di pubblico”. In genere lo si fa, spiega Giannelli: “L’affidamento del banco così come di tutti i materiali e gli arredi della scuola viene fatto, agli studenti viene insegnato sin dai primi giorni di scuola. Il problema è cosa succede dopo. Se si crea un legame più forte con il nome forse ci sarà più attenzione. Come quando si pianta un albero per la riforestazione. Anche perché i banchi nelle scuole talvolta mancano, arrivano tardi, sono rovinati. Una cura personale sarebbe il segnale di un nuovo patto tra società e scuola. Una piccola cosa, simbolica. Un modo per avvicinare la società alla scuola di cui si fa un gran parlare, ma mai con un vero dibattito”. 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


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