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Sabrina Paravicini a casa dopo l’intervento: le hanno tolto il seno

è tornata a casa dopo l’intervento. L’ ha subito una mastectomia: le è stato tolto il seno. Lo racconta lei stessa in un post toccante in cui parla del suo dolore e di quanto è stata dura.

Sabrina Paravicini a casa dopo l’intervento: le hanno tolto il seno

La 49enne lotta contro il tumore, che è scomparso al cento per cento, così fa sapere, ma comunque per sicurezza le è stato tolto il seno, per non rischiare una recidiva. Sabrina Paravicini nel suo post sul scrive: “Sono a casa. Mi porto in giro in una borsa di stoffa due tubi di drenaggio che a giorni mi toglieranno. Escono dal mio corpo protetti dai cerotti. Ho due ferite una sotto l’ascella e l’altra orizzontale in centro al seno. Quando mi medicano non guardo, non so quando avrò il coraggio di vedere”.

“Ho detto addio anche al mio capezzolo, in questo momento è nel pacchetto dell’esame istologico. Il tumore era già scomparso al 100% prima dell’intervento ma il protocollo, per l’aggressività del mio tumore, prevede la demolizione completa del seno, per sicurezza, per non rischiare una recidiva”, aggiunge ancora.

Il tumore era già scomparso, ma la mastectomia è stata fatta per non rischiare una recidiva 

Sabrina Paravicini tiene informati i fan sulle sue condizioni costantemente. “Durante l’intervento tolgono tutto e preparano alla ricostruzione: alzano il muscolo dalla gabbia toracica e ti inseriscono un espansore che prepara lo spazio alla protesi”, sottolinea ancora.

Poi provata fa sapere: “Non ero preparata a tanto dolore fisico. Per me e stata dura, durissima. Il dolore anche solo a respirare. La solitudine delle notti in cui fai i conti con la soglia di sopportazione del dolore fisico e con la pazienza. La memoria del dolore si attenua pensando alle infermiere che mi hanno accudita, al chirurgo che si affacciava ogni mattina per vedere come stavo, al plastico che mi controllava la ferita, alla specializzanda che mi spiegava cosa sarebbe accaduto, alle mie compagne di stanza, dolcissime, discrete e amorevoli, si diventa sorelle in pochi minuti. Si condivide tutto, anche i pensieri senza dirsi niente. Ci si aiuta. Anche di notte se piangi. Maria Luce, uno scricciolo di 39 chili con un tumore alla vescica e un drenaggio al fegato, si è alzata dal letto e mi ha fatto un massaggio alle gambe dicendo: andrà tutto bene Sabri’”. Il suo percorso fatto di coraggio e amore, grazie anche alla presenza costante del figlio Nino, non è ancora finito.


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