in

Presidi in piazza a Roma: “Vogliamo scuole sicure per tutti”

“Le scuole devono essere sicure, per tutti”. Con lo striscione e gli elmetti da operai in cantiere in testa i presidi sono scesi in piazza oggi a Roma. Una manifestazione convocata dal basso, via social, scatenata dalla condanna in Cassazione e dalla sospensione dallo stipendio di Franca Principe, dirigente dell’istituto Pisacane di Sapri. Il suo è un caso emblematico: un suo studente nei giorni degli orali della Maturità 2011 cadde da un lucernaio ferendosi gravemente. L’unica a subirne le conseguenze fu lei, non l’ente responsabile della manutenzione. Questo il punto sollevato dal presidio che ha radunato oggi pomeriggio in piazza Bernardino da Feltre, a Trastevere, a due passi dal Miur, alcune centinaia di dirigenti, in maggioranza arrivati dal Sud. 

Nel mirino il decreto legge 81 del 2008 che chiedono di modificare. “Protestiamo per l’impossibilità di garantire la sicurezza nelle scuole” dicono. “La proprietà degli edifici è degli enti locali. Ma se succede qualcosa ne rispondiamo noi. Ora basta fare i capri espiatori, si cambi la normativa”. I dirigenti metotno in fila i motivi per cui non possono essere considerati datori di lavoro: non sceglono il personale, non hanno risorse per gestire la sicurezza degli edifici, nemmeno per la nomina di consulenti esterni. E ancora: “Le strutture scolastiche sono drammaticamente fatiscenti, noi non possiamo valutare la struttura prima che ci sia assegnata, ma una volta assegnata ne siamo responsabili in tutto e per tutto”. In sostanza, concludono, “il dirigente scolastico si trova in una trappola amministrativa e penale: responsabile di strutture fatiscenti che non può mettere a norma, non sceglie il personale e tuttavia risponde penalmente e col proprio patrimonio di qualunque incidente e azione commessa da tutto il personale”

Osserva la preside dell’Istituto comprensivo Valente di Roma Rosa Maria Lauricella: ” Tutti abbiamo problemi: strutture non a norma, personale molto ridotto. Chiediamo almeno che il personale sia assegnato non in base al numero degli studenti, ma agli edifici, spesso immensi, con corridoi lunghissimi e più piani da sorvegliare”. E la collega Laura Biancato, che dirige l’Istituto Rigoni Stern di Asiago: “Siamo oltre il 10% della categoria, un numero inimmaginabile se si pensa che ci siamo autorganizzati. Vogliamo scuole più sicure e strumenti per garantire alle famiglie e ai nostri ragazzi una serena permanenza negli edifici scolastici. Non vogliamo più essere il capro espiatorio delle inadempienze dei proprietari degli edifici, che non siamo noi”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/scuola_e_universita/rss2.0.xml


Tagcloud:

Dall'Italia la stele di Rosetta dei terremoti

Bonaccini-Borgonzoni, sfida a confronto