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Il vino della settimana: Adènzia Bianco 2018 Baglio del Cristo di Campobello

Da una delle zone della Sicilia meno conosciute per la produzione di vino, un bianco grande dal prezzo piccolo, perfetto per la cucina di mare

“Vignaioli per passione e dedizione”, così si legge sul sito di Baglio del Cristo di Campobello. E basta conoscere la famiglia Bonetta per capire che non è solo uno slogan. Carmelo, con Domenico, ha preso in mano le redini dell’azienda, ma papà Angelo è ancora attivo nella gestione quotidiana, e poi ci sono mogli e figli, che si adoperano perché il lavoro al Baglio del Cristo sia un coro ben intonato. Siamo a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, in un meraviglioso nulla dove lo sguardo può spaziare per chilometri sulla campagna. Il mare è vicino, dista una decina di chilometri, e si fa sentire nelle brezze serali, che rinfrescano e odorano di salmastro.

La prima cosa che si nota all’arrivo nel baglio è la statua di Gesù crocifisso, che ne protegge l’ingresso ed è meta ogni maggio del Pilligrinaggiu a lu Cristu, una processione religiosa molto sentita, che coinvolge gli abitanti dei dintorni e non solo.

L’azienda lavora una trentina di ettari di proprietà, piantati con vitigni autoctoni e internazionali, su dolci colline di matrice calcareo gessosa; ciascun vigneto viene vinificato separatamente e in cantina ci si avvale della consulenza di un enologo celebre come Riccardo Cotarella, per una produzione annua che si attesta sulle 300.000 bottiglie.

Difficile scegliere quale sia l’etichetta migliore: il CDC Cristo di Campobello Bianco ha un rapporto eccezionale tra la qualità e il prezzo ed è il vino per la tavola di tutti i giorni; il Nero d’Avola Lu Patri e il Grillo Lalùci sono forse i più famosi, destinati a diventare icone della viticoltura siciliana contemporanea. E poi c’è l’Adènzia Bianco, un mix dei vitigni autoctoni grillo e insolia, che con la vendemmia 2018 ha raggiunto livelli di assoluto pregio o, per dirla meglio, è buonissimo! Come tutte le etichette firmate dal Baglio, è un vino molto gastronomico, che si esalta nell’accostamento con il cibo. I profumi sono quelli della frutta matura, pesca e nespola soprattutto, e dei fiori di ginestra, con cenni di agrumi e di mandorla fresca; all’assaggio è piacevolissimo, delicato e intenso al tempo stesso, con un’adeguata spina acido-sapida e un finale leggermente piccantino. Con un prezzo così, rischiate di fare l’affare della stagione.

Perché adesso: in questo vino si sente il mare e la voglia di andare in vacanza è tanta per tutti.

Com’è fatto: dopo la pressatura soffice, la fermentazione avviene in acciaio, così come l’affinamento del vino che si protrae per 5 mesi sulle fecce fini. Il vino affina poi ancora per un paio di mesi in bottiglia, prima della vendita.

Da abbinare con: insalata di polpo, crostacei al vapore, sushi, spaghetti con cozze e vongole, fiori di zucca ripieni di feta.

Servitelo a: 8-10 °C.

Prezzo: 12,50 euro.

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Fonte: https://www.lacucinaitaliana.it/


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