“Amici di letto”, sexting e social: come è cambiata la sessualità degli adolescenti 

Precoci, disinformati, o informati online, poco cauti e non sempre innamorati. Sessuati e confusi. La contraccezione è la grande assente, la pillola del giorno dopo viene confusa per una pillola contraccettiva. Il preservativo sembra essere il padre di tutte le sciagure sessuali – molti ragazzi non lo utilizzano per paura dell – l’alcool scalda i sensi e disinibisce tanto quanto basta per obnubilare la coscienza. Il sexting e le chat diventano il nuovo cielo in una stanza, senza mura di protezione e senza stanza, con un monitor che non li protegge e con l’etere che regala loro l’eternità.

La loro voglia di esplorare la loro, e la altrui, sessualità, è inversamente proporzionale alla formazione e informazione sessuologica.

E per concludere, in Italia, l’educazione affettiva e sessuale non è obbligatoria, nonostante il rischio di pornografia online e il canto delle sirene del web.

Adolescenza, cambia il corpo, cambia la psiche. E la sessualità?

L’adolescente si vede obbligato – che gli piaccia o meno, che sia pronto o meno, che il corpo biologico segua quello psicologico e viceversa -, a effettuare alcuni passaggi evolutivi, assolutamente indispensabili per diventare adulto e per rompere il guscio dell’uovo-famiglia.

Dovrebbe diventare autonomo e risolto, transitare quindi da una condizione di dipendenza a una di autonomia. Dovrebbe cercare, con grande fatica e non immune da paure e da intoppi emozionali, di mettere i mattoni per una nuova identità, passando dal mare magnum del gruppo dei pari – reali e virtuali – dall’identificazione con i genitori, e dall’emulazione del fidanzato di turno.

Un altro passaggio saliente del cammino verso la crescita è dato dall’intraprendere una relazione sentimentale, e sperimentarsi nella sessualità.

Sessualità per la quale, non sempre a causa dell’imbarazzo di entrambi, trova un adulto di riferimento con cui parlare.

Sessualità che, se sana, contribuisce enormemente alla strutturazione dell’identità e della personalità dell’adolescente in crescita.

L’influenza nefasta di internet sulla sessualità dei giovani

Un tempo le prime curiosità sessuali venivano fugate sbirciando qualche rivista nascosta in casa, in possesso del fratello maggiore, oppure, ricevendo qualche informazione più o meno veritiera dell’amico più navigato.

Nei casi più fortunati, un genitore o un insegnante diventavano i destinatari di un privilegio: parlare con loro di amore e di sessualità.

Oggi abbiamo il web, i forum, il dr. Google, e la pornografia.

Il web che tutto mostra ma che nulla spiega.

Giovani ragazzi sedotti dalla pornografia, affamati di stimoli e di certezze, affannati e spaventati nel tentativo di emulare gli attori del web. Tra violenza, promiscuità e dimensione ginnica e prestazionale, mirata più alla quantità dei rapporti sessuali che alla qualità della relazione.

Ragazzine alle prime armi amatorie che faticano nel tentativo di essere all’altezza del ruolo che la filmografia propone, e che pensano di sentirsi inadeguate perché diverse.

Ansia da prestazione, senza esclusione di genere, che investe ragazzi e ragazze, e una sessualità ginnica, disinvestita dal suo reale significato di scambio e di spontaneità.

Perché amare, oggi, fa paura e rende un adolescente meno appetibile sessualmente e più vulnerabile.

Gli amici di letto, nuovo, inquietante fenomeno giovanile

Sotto il cielo della fusione e confusione dei sessi, abbiamo una nuova emergenza comportamentale: gli amici di letto.

Una nuova deriva dell’amore che scorpora la sessualità dal sentimento. Gli amici, senza complicanze sentimentali e impegni postumi, senza ansia perché scaldati dalla confidenza, diventano «amici sessuati».

Una sorta di crasi improbabile tra amicizia e amore.

Una strategia per nuovi apprendimenti sessuali scevri dall’ansia e dalla possibile valutazione da parte del partner, e scevri dal progetto amoroso.

Il ruolo degli adulti e dell’educazione sessuale. Cosa può fare un genitore?

Non e possibile scegliere di non educare alla sessualità, lo si fa parlando e lo si fa in silenzio. Quindi, che ci imbarazzi o meno, siamo obbligati a farlo; anche perché in caso contrario ci sarà internet che lo farà al posto nostro.

La legge non aiuta, la scuola saltuariamente, e intanto i ragazzi crescono.

Cosa può fare un genitore?

Formare e informare con amore e dolcezza, cercando di superare quel muro di omertà e di imbarazzo che ammanta la comunicazione quando si trattano tematiche che riguardano la sessualità.

Diventa obbligatorio fornire agli adolescenti risposte esaustive e non giudicanti, veritiere e affettuose, nel tentativo di sanare i loro dubbi e le loro paure.

Lo scopo è quello di prevenire le MST (malattie sessualmente trasmissibili), le gravidanze non volute, i possibili guai sessuali, le pratiche estreme o di gruppo – virtuali e reali – ma soprattutto far passare un messaggio di un’«educazione al piacere, all’amore e al rispetto».

Quale messaggio, quale obiettivo

Un messaggio che l’educazione affettiva e sessuale deve far passare è la promozione del benessere e la prevenzione dei disagi.

L’Eros, l’istinto di vita, regolamenta la sessualità, non va coartato o negato, ma conosciuto e adeguatamente indirizzato. Con rispetto e responsabilità.

La sessualità, anche se giovanile, è relazione, scambio e affettività; il tutto integrato in un sistema di buon senso, coscienza e soprattutto libertà di fare, e di non fare, quello in cui si crede.

La presenza di un adulto di riferimento diventa assolutamente indispensabile, affinché i loro tumulti non diventino una deriva, e le loro domande un triste soliloquio.

*Valeria Randone è psicologo e sessuologo clinico a Catania e Roma


Fonte: http://www.lastampa.it/scienza/benessere

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