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Un candidato unico per la presidenza di Ucina-Confindustria nautica 

Ucina-Confindustria nautica naviga verso la nuova presidenza. Ieri il Consiglio generale ha indicato un candidato unico per il quadriennio 2019/23, il cui nome sarà sottoposto al voto dell’assemblea dei soci il 20 giugno: è Saverio Cecchi.

Un segnale di compattezza. Cecchi è stato infatti designato dopo un incontro preliminare tra i tre candidati in lizza, gli altri erano Andrea Razeto e Piero Formenti, che gli ha spianato la strada. «Amici che stimo moltissimo – spiega – e che ringrazio, perché hanno permesso di presentare in Consiglio un unico candidato, a dimostrazione della forza e della coesione dell’associazione».

«Un Consiglio bellissimo», gli fa eco Carla Demaria, il presidente ancora in carica, che si appresta a passare il testimone (lo statuto di Confindustria non prevede il doppio mandato) rafforzando la sua navigazione con il recentissimo pronunciamento del Tar Liguria, che ha congelato l’assegnazione frazionata della nuova darsena della Fiera di Genova, un provvedimento dell’Autorità portuale impugnato dalla stessa Ucina.

Un toscano “gradito”

Toscano di Limite sull’Arno, già presidente di BCS, poi amministratore delegato di Twin Disc Italia, Cecchi è attualmente membro del cda di GP Yachts Spa, il gruppo di Viareggio nato dalle ceneri di Fipa Group, che costruisce motoryacht con i marchi Maiora, Ab Yachts, Cbi Navi e Intermare. Può vantare una navigazione trentennale nelle acque di Ucina: è entrato a far parte del Consiglio direttivo nel 1990, è stato presidente di settore, vicepresidente e, dal 2013, è presidente dei probiviri.

Cecchi è, inoltre, espressione della cantieristica toscana, e dal punto di vista professionale, di quella viareggina, uno dei poli di punta della nautica made in Italy. Gode della stima di molti colleghi, tra i quali anche Paolo Vitelli, il fondatore e presidente del gruppo Azimut-Benetti, oggi schierato con l’associazione rivale, Nautica Italiana, di cui la figlia Giovanna ricopre la carica di vicepresidente.

Uomo di dialogo

Un link, questo con Vitelli, che se Cecchi ottenesse la guida di Ucina (l’assemblea dei soci sarà chiamata a votarlo a maggioranza; non è mai successo che a fronte di un unico candidato non sia stata raggiunta) potrebbe tornargli utile. «Al primo punto del mio programma c’è la ricomposizione del settore, la riunificazione con Nautica Italiana», dice il candidato. La possibilità di dialogare con il fondatore di Azimut-Benetti, a lungo presidente della stessa Ucina e oggi uno dei pesi massimi di Nautica Italiana, potrebbe facilitare il suo lavoro per la rappacificazione.

Un processo, quest’ultimo, della ricomposizione del settore, già impostato dal presidente uscente («Ringrazio Carla Demaria: senza la sua difesa dei valori dell’associazione e la sua energia, che ha trascinato tutta la squadra, non saremmo qui a parlare di futuro», dice Cecchi), che ha ricevuto un ampio mandato in tal senso dal Consiglio, il quale si è detto disposto anche a cambiare il nome di Ucina, avviando il confronto con Lamberto Tacoli , il leader di Nautica Italiana. Un confronto che il presidente entrante di Ucina dovrà perseguire (lo stesso Tacoli è stato rieletto alla guida di Nautica Italiana con lo stesso mandato) e proseguire.

Nel programma di Cecchi, oltre alla riunificazione delle due anime associative, ci sono l’attuazione del Codice della Nautica, la promozione e il sostegno della piccola nautica; la formazione e l’ampliamento delle attività di supporto all’internazionalizzazione, l’appoggio alle imprese, lo sviluppo del leasing. E, non ultimo, la difesa del Salone Nautico di Genova, «strumento indispensabile per le aziende e motore di sviluppo per il settore».

Settore in risalita

A favore del nuovo presidente giocherà il mercato. La vita associativaè più lieve se non si deve far fronte all’emergenza per salvare la propria azienda. I segnali di una risalita della nautica ci sono. I dati di chiusura della prima fase d’iscrizione dello stesso Salone Nautico, ad esempio, parlano di oltre il 92% dei 951 espositori 2018 che hanno già definito la partecipazione. E, ancora, a pari data rispetto al 2018, di prenotazioni che crescono del 26%, con un aumento delle richieste dall’estero, in particolare dal Regno Unito, Germania e Polonia. Sul piatto anche i dati del leasing nautico, resi noti da Assilea, che registrano una crescita dei contratti nei primi tre mesi del 2019 sul 2018, con un +9,8% in numero e un +30,3% in valore, che supera i 102 milioni.


Fonte: http://www.lastampa.it/economia


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