Marzo in rosso per l'auto europea, Fca peggio del mercato

MILANO –  Ancora un calo delle immatricolazioni di auto nuove in Europa (Unione europea più paesi Efta) a marzo. Il calo, segnala l’associazione dei costruttori Acea, è del 3,6% su base annua, per 1,77 milioni di nuove vetture vendute. Tra i grandi paesi è l’Italia a far segnare la contrazione percentuale maggiore (-9,6%), seguita da Spagna (-4,3%) e Regno Unito (-3,4%). Il mercato dell’Unione europea (-3,9%) registra con marzo il settimo calo consecutivo delle immatricolazioni dal settembre 2018.

Il bilancio del primo trimestre non può dunque che essere deficitario con 4.146.152 auto immatricolate e un calo del 3,2% rispetto al primo trimestre del 2018. In Italia le immatricolazioni di auto nuove si sono fermate a quota 193.662 contro le 214.250 dello stesso mese dello scorso anno. Dall’inizio dell’anno la flessione in Italia è stata del 6,5% con 537.289 nuove auto immatricolate in totale.

Fiat Chrysler ha sofferto nell’ultimo mese più del mercato continentale, evidentemente anche per la maggior frenata dell’Italia. Fca ha infatti registrato una flessione delle immatricolazioni di auto nuove nella Ue a marzo dell’11,9 per cento. Il Lingotto ha immatricolato 105.066 auto contro le 119.208 di marzo 2018. Tra i marchi del gruppo, Fiat ha visto un calo del 12,2%, Alfa Romeo del 45,5% mentre Lancia/Chrysler, in controtendenza, ha visto salire le immatricolazioni di un 15,3%. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo italo-americano ha segnato -10,8% a 255.505 unità. La quota di mercato di Fca è così calata dal 6,6 al 6,1 per cento.

Tra le altre case produttrici in calo a marzo anche il gruppo Vw dell’1,1% a 399.742 immatricolazioni mentre è andata in controtendenza Renault con un +2,3% grazie a 179.089 auto nuove immatricolate.

Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, ha commentato i dati Acea con un “male, ma non malissimo” e fatto riferimento al mix “di fattori di freno specifici, come la demonizzazione del diesel, o comuni all’intera economia come il quadro congiunturale e, per il Regno Unito, anche la Brexit” per giustificare questo periodo difficile per le quattro ruote. “Dopo avere, nel 2018, quasi sfiorato il massimo toccato nel 2007, il mercato dell’area UE+Efta sta infatti risentendo del rallentamento economico. Da più parti negli ultimi giorni è stato però segnalato che nel primo trimestre 2019 il quadro economico potrebbe essere migliore del previsto”.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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