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L’allarme pensioni è globale: “Il sistema non regge, bisogna correre ai ripari” 

Quella che attende i cittadini britannici al termine della carriera lavorativa non è certo una vita da sogno, che possa garantire un meritato e tranquillo riposo dopo anni passati in ufficio o in fabbrica. I loro risparmi sono destinati a terminare dopo solo 8 anni e mezzo da quando avranno smesso di lavorare e questo vorrà dire che gli uomini dovranno affidarsi solamente a pensioni statali o eventualmente a quelle private in media per circa otto anni per assicurarsi la propria sussistenza, in una situazione che colpirà più duramente le donne, le cui aspettative di vita sono maggiori e i cui risparmi per almeno 12 anni.

A lanciare l’allarme il World Economic Forum che ha pubblicato uno studio che analizza le tendenze mondiali e che ha rivelato come la situazione per Londra sia particolarmente complicata. Secondo gli studiosi della fondazione svizzera, che ogni anno organizza il famoso forum di Davos, il sistema pensionistico a livello globale è una «bomba ad orologeria» pronta ad esplodere e se non si trovano delle soluzioni in tempi brevi, visto che il deficit pensionistico in otto economie chiave a livello mondiale potrebbe diventare entro il 2050 «cinque volte più grande di tutta l’economia globale», un gap impossibile da colmare.

«Il vero rischio che le persone devono gestire quando investono nel loro futuro è quello di sopravvivere ai risparmi messi da parte per la pensione», spiega Han Yik, responsabile dell’Institutional Investors Industry del Wef. «Dato che le persone vivono più a lungo, devono assicurarsi di avere abbastanza fondi pensionistici per sopravvivere in queste loro vite più lunghe», e ciò «richiede di investire con una mentalità a lungo termine, e di farlo prima possibile per aumentare i risparmi totali nel futuro», continua lo studioso.

Secondo il forum il problema non è circoscritto al solo regno Unito ma è globale. In Giappone, con l’età media della popolazione in crescita, l’aspettativa di vita delle donne supera i loro risparmi di ben 20 anni. Per questo gli studiosi ritengono che bisogna correre ai ripari trovando soluzioni per aumentare le quantità di denaro messo da parte nella propria vita, e per farlo consigliano un duplice approccio: da una parte aumentare gli investimenti più rischiosi, e da un’altra diversificare gli stessi per mantenere comunque una certa sicurezza.

«Molte persone sono troppo avverse al rischio nei loro investimenti pensionistici. Mentre un risparmio consistente è importante per costruire i fondi pensione, essere consapevoli dei rendimenti a lungo termine sui portafogli è cruciale per garantire che un individuo non sopravviva ai propri risparmi», si legge in una nota della fondazione secondo cui «molti risparmiatori giovani e di mezza età dovrebbero cambiare la loro prospettiva di rischio, capendo che sopravvivere ai loro risparmi è un rischio molto più grande per loro rispetto al rischio di un investimento a breve termine».

In questa ottica però, suggerisce il Wef, «la diversificazione può preservare i rendimenti attenuando il rischio complessivo». E la diversificazione non dovrebbe essere solo del tipo di strumenti finanziari, ma dovrebbe anche riguardare i Paesi in cui gli investimenti vengono fatti. «Espandendo I luoghi dei loro investimenti, i risparmiatori, in particolare quelli delle economie minori, possono proteggersi dal crollo del mercato in un’economia individuale massimizzando al contempo i loro guadagni».


Fonte: http://www.lastampa.it/economia


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