Imu, la Cassazione boccia l'esenzione senza regole per il no-profit

ROMA – Un altro duro colpo all’esenzione dell’Imu per le strutture del no-profit. Secondo la sentenza 10124/2019 la Suprema Corte ha deciso che le modalità delle esenzioni per il pagamento del balzello – già affossate dalla Corte Ue nel 2012 e riscritte dal governo italiano lo stesso anno – non possono essere decise dalla stessa norma che ne delimita le condizioni.

In soldoni, vuol dire che tutte le attività svolte anche da associazioni no-profit potrebbero anche trovarsi a pagare quanto dovuto proprio in funzione delle attività svolte all’interno delle stesse strutture. In particolare dietro il pagamento di una prestazione che di fatto si rivelasse “commerciale” allora l’esenzione svanirebbe. In sostanza quanto scritto nel decreto “tampone” del 2012 non può decidere gli ambiti di svolgimento. Ma servirà un decreto ministeriale ad hoc per delimitarne i confini.

Per questo il no-profit, anche scuole o la sanità privata, potrebbero trovarsi oggi scoperte dalla norma approvata sette anni e rimessa in questo senso in discussione dalla Cassazione. Se i servizi offerti, di qualunque natura, servissero a pagare le spese per investimenti della attività stessa, allora l’Imu andrebbe pagata. Ora i Comuni potrebbero prendere la palla al balzo e rivedere – e richiedere – il pagamento delle somme dovute alle associazioni. 


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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