Il peso del Fisco sul lavoro: Italia terza nell'area Ocse

MILANO – Il peso di tasse e contributi sulla busta paga di un lavoratore single italiano è cresciuto nel corso del 2018, portandosi dal 47,7 al 47,9 per cento. Lo certifica l’Ocse nella scheda di dettaglio sul Belpaese a corredo del consueto rapporto Taxing Wages. Secondo l’Organizzazione parigina, il dato vale il terzo posto all’Italia: più pesante è solo la mano di Belgio e Germania. La media delle 36 economie avanzate analizzate si ferma al 36,1 per cento, per altro in diminuzione di 0,1 punti percentuali nell’ultimo anno preso in considerazione.

Il cuneo fiscale inteso dall’Ocse rappresenta l’incidenza di tasse e contributi sociali (pagati sia dal lavoratore che dal lavoro) – meno i trasferimenti familiari – sul totale del costo del lavoro.

Le cose peggiorano se si guarda all’incidenza nel caso di un lavoratore monoreddito con famiglia. Nonostante cali il valore assoluto di questa “pressione” sul salario, infatti, gli altri sistemi fiscali riescono evidentemente a garantire sgravi migliori ai nuclei. L’Italia sale in questo caso, infatti, al secondo posto della graduatoria (nel caso di un lavoratore sposato con due figli) al 39,1 per cento nel 2018, contro una media del 26,6 per cento. In questa classifica – in cui vince chi sta indietro – abbiamo salito un gradino, visto che eravamo terzi nel 2017. Il peso del Fisco sul lavoro: Italia terza nell'area OcseA livello globale, il calo censito dall’Ocse è dovuto in larga parte ad alcune profonde modifiche di sistemi fiscali, come quella avvenuta negli Stati Uniti.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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