Fallimento Wow Air: le risposte dell’esperto ai lettori rimasti a terra

Tra i circa tremila passeggeri dalla compagnia Wow Air ci sono molti italiani. Alcuni di questi ci hanno scritto per segnalarci il loro caso, chiedendoci consiglio. Per la maggior parte si tratta di biglietti da Milano Malpensa verso Reykjavik ma ci sono anche quelli che avevano prenotato un volo per o da Montreal, spendendo anche oltre 2000 euro.

Pacchetti turistici. I più tutelati, spiega il nostro esperto legale Domenico Romito di , sono i viaggiatori che avevano prenotato il biglietto nell’ambito di un pacchetto turistico. “Il viaggio organizzato è tutelato dal decreto legislativo 62 del 2018, che attua la direttiva Ue 2302/2015”. Il testo, continua Romito “ha riconosciuto più diritti ai consumatori/viaggiatori e più responsabilità ai venditori/organizzatori” e, dal primo luglio 2018, tutela anche chi ha prenotato .

Cosa si intende per pacchetto turistico? Tutti quelli che comprendono almeno due servizi tra trasporto, alloggio, noleggio di veicoli, servizi non accessori al trasporto, alloggio e noleggio che siano relativi al medesimo viaggio.

Ma perché, in concreto, chi ha prenotato un pacchetto turistico può stare più tranquillo? Perché la normativa individua nell’agenzia (o tour operator) il responsabile finale del servizio. Il rimborso, dunque, arriva direttamente dall’intermediario che è obbligato ad assicurarsi proprio per tutelare se stesso, e i clienti “da insolvenza o fallimento del venditore”.

Viaggi auto-organizzati. E chi ha acquistato un semplice biglietto sul sito della compagnia? La stragrande maggioranza di chi ci ha scritto rientra in questa categoria. I casi sono due, spiega il legale: “Chi ha pagato con carta di credito può rivolgersi alla società che la gestisce per chiedere il rimborso per servizio non prestato”. Chi invece ha utilizzato un bancomat o una carta prepagata “non gode di analoga protezione in quanto le somme sono già state definitivamente incamerate dal vettore per cui resta solo la strada (molto in salita) dell’insinuazione al passivo presso il Foro islandese” nel momento in cui verrà avviata una procedura di fallimento. A meno che (ma è un’eventualità molto rara) il cliente non avesse stipulato una polizza assicurativa ad hoc. In quel caso basterà solo attivarla per riavere i propri soldi.

Indennizzo: dovuto ma difficile. Romito aggiunge che il contratto di Wow Air prevede, in caso di cancellazione del volo, “una assistenza adeguata, così come un equo indennizzo se previsto dalla legge, senza nessuna responsabilità supplementare, in linea con il regolamento CE 261/2004”.

Lo stesso regolamento non prevede alcun obbligo di pagare compensazioni, per il vettore aereo, se questo “può dimostrare che la cancellazione del volo è dovuta a circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso”. Tuttavia le difficili condizioni economiche “non possono costituire causa di forza maggiore o evento eccezionale tali da giustificare la risoluzione del contratto o il mancato risarcimento automatico”, replica Romito. Quindi la compagnia aerea non può accampare scuse in questo senso. Resta da stabilire se nelle casse di Wow Air rimarranno abbastanza soldi per garantire le compensazioni.

In caso di fallimento, poi, c’è un’altra cattiva notizia per i consumatori. Oltre ad essere difficile farsi ridare i soldi spesi, il foro competente sarà quello islandese e non quello più vicino al cliente, come invece accade in casi normali.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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