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Eurogruppo, Centeno: “Investire di più dove c'è possibilità, ma attenzione al debito”

MILANO – Usare gli spazi di bilancio laddove ci sono, per contrastare il rallentamento economico, ma fare attenzione laddove il debito pubblico come in Italia è troppo alto. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, torna a lanciare il doppio monito ai Paesi membri, mentre procede a passi lenti la costituzione di un bilancio unico dell’Eurozona. Lo stesso Centeno ha infatti annunciato che i ministri finanziari hanno raggiunto un accordo sui punti “importanti” del futuro bilancio dell’area euro, che sarà “uno strumento per la convergenza delle economie e le riforme”. Tuttavia ancora un accordo non c’è sulla dimensione finanziaria: “La dimensione – ha detto – sarà definita nel contesto del bilancio della Ue 2021-2027”.

Per quanto riguarda il momento economico del blocco con la valuta unica, Centeno ha riconosciuto che “l’Eurozona continua a crescere ma c’è un rallentamento in atto e rischi crescenti alle prospettive, derivanti soprattutto dalla Brexit”, per questo “abbiamo discusso le possibili evoluzioni” dello scenario e “siamo d’accordo che è “importante evitare la pro-ciclicità delle politiche” economiche. Significa che “la fiscal stance potrebbe diventare più accomodante se i rischi si materializzassero”, ma i debiti elevati “non devono minare la stabilità”.

Nella sua conferenza stampa c’è stato anche un passaggio sui futuri equilibri della Banca centrale europea. Per sostituire nel comitato esecutivo dell’Eurotower la tedesca Sabine Lautenschlaeger, le cui dimissioni saranno effettive dal prossimo 31 ottobre, l’Eurogruppo “invita gli Stati membri” a presentare dei candidati “entro il 24 ottobre”, in modo da “selezionare un candidato” nella riunione di novembre. L’Eurogruppo “sostiene la candidatura” di Fabio Panetta, ha confermato Centeno, spiegando che i ministri nella riunione di ieri hanno “reso omaggio” a Mario Draghi, presidente della Bce il cui mandato terminerà a fine mese, il cui ruolo nella difesa dell’euro “è arduo sopravvalutare”. Nel 2020 alla Bce, con “tutti questi cambiamenti”, probabilmente “inizierà un nuovo ciclo”.

Ma proprio su Mario Draghi è arrivato un nuovo attacco: secondo quanto rivelato dal Financial Times, nella riunione del 13 settembre scorso che ha deciso di riavviare il Qe, il direttorio della Bce ha ignorato i consigli provenienti dall’interno dell’istituto. Il comitato di politica monetaria, in una lettera inviata a Draghi pochi giorni prima che la decisione fosse presa, gli aveva consigliato di non riavviare il Qe. Invece è andata in scena una delle rare volte in cui il consiglio della commissione non è stato seguito da Draghi negli otto anni del suo mandato a capo dell’istituto. Il consiglio del comitato, secondo quanto riferiscono fonti interne al Ft, non è vincolante ed è stato ignorato almeno quattro volte in altrettanti anni dal consiglio direttivo, che è libero di decidere diversamente. La Bce ha preferito non rilasciare commenti. Secondo il Ft, la divulgazione dei contenuti riservati della lettera della commissione è un segnale che arriva mentre gli oppositori dell’allentamento di politica monetaria voluto da Draghi sono passati all’offensiva e puntano a fare pressione su Christine Lagarde affinchè cambi rotta dopo il cambio della guardia alla guida della Bce, previsto il primo novembre.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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