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Dl Fisco, agenti infiltrati contro il gioco illegale e confisca per gli evasori

ROMA – Una bozza di 51 articoli che prevede agenti sotto copertura per contrastare il gioco illegale, una stretta alle compensazioni tra crediti e debiti fiscali in grado di portare in cascina 1 miliardo di euro e l’equiparazione dell’evasione delle norme antimafia sulla confisca agli evasori. Sono questi alcuni degli elementi che entrano nel testo anticipato dall’Ansa, ancora in lavorazione e con diversi spazi bianchi da valutare e riempire. Un lavoro comunque giunto in dirittura, visto che arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già lunedì.

Prende dunque forma il decreto che accompagnerà la legge di bilancio. Lo compongono misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva e alle frodi fiscali, disposizioni in materia di giochi, più altre norme fiscali e non, come il rifinanziamento del fondo di garanzia per le Pmi.

Tra le norme, è prevista una “riapertura” della rottamazione ter, per allineare le scadenze e consentire di rientrare ai ritardatari che non hanno già saldato la prima o unica rata alla scadenza del 31 luglio. La norma sposta al 30 novembre la data per il primo versamento (per chi ha scelto di pagare a rate) o per il saldo (per chi ha optato per il pagamento in una unica soluzione).

Arriva una stretta sulla filiera della distribuzione dei carburanti che può portare ad un recupero di imposta evasa tra 500 milioni e 1,1 miliardi di euro. In particolare un incasso tra i 100 e i 200 milioni è stimato come prudenziale dall’introduzione di meccanismi informatici sui depositi dei carburanti e tra i 400 e i 910 milioni tra dalla sottrazione di accise per le frodi legate alle filiera della distribuzione dei carburanti.

Sempre in tema di stretta ai fini del recupero, si cifra in quasi tre miliardi in tre anni il valore di quella sulle modalità per compensare crediti e debiti d’imposta. Prevede la presentazione della dichiarazione per credito sopra i 5 mila euro l’anno e comunque l’obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate. Il gettito previsto è di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022. Nel complesso, la stretta contro l’evasione fiscale potrebbe già garantire in dote alla manovra oltre 3,3 miliardi. Pur considerando che di molte misure c’è solo il titolo (ad esempio Imu-Tasi) o manca la quantificazione, le stime partono da qui: proprio le compensazioni e le frodi sui carburanti sono le voci di maggior peso.

Un capitolo del decreto legge fiscale riguarda giochi e lotterie. I premi che si vinceranno con la cosiddetta lotteria degli scontrini non saranno tassati. L’obiettivo è – si legge – “non disincentivare i contribuenti”. Vengono anche previste multe tra i 500  e i 2.000 euro ai commercianti che rifiutano o non comunicano al fisco i codici fiscali dei clienti che fanno acquisti: la norma si applica proprio ai fini della lotteria degli scontrini. 

Una delle misure più curiose riguarda quella che prevede un “agente sotto copertura” autorizzato a giocare non oltre 100mila euro l’anno per contrastare il gioco illegale e, in particolare, “prevenire il gioco minorile”. L’attività di controllo sarà in capo all’Agenzia delle Dogane e dei monopoli che potrà autorizzare il proprio personale ad agire da agente sotto copertura. Le stesse operazioni potranno essere effettuate anche da polizia, carabinieri e Guardia di finanza. Secondo la relazione tecnica, si stima un gettito di 13,5 milioni grazie ad un aumento di gettito IVA dovuto all’effetto deterrenza.

Maggiori guai in arrivo anche per gli evasori: il Fisco procederà alla confisca di beni “per sproporzione” nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva. La norma punta a colpire le organizzazioni criminali che fondano la propria capacità operativa sull’abilità di accumulare, occultare e reimpiegare proventi illeciti. La confisca, che di fatto estende le norme antimafia, scatta quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati.

Viene rinviato al 31 dicembre 2019 “il termine entro il quale dovranno essere restituiti i tributi sospesi a seguito” del sisma del centro Italia del 2016. Entro fine anno chi ha scelto la rateizzazione “dovrà versare la prima rata” ma la norma non vale per i titolari di reddito d’impresa e di reddito di lavoro autonomo, né per gli esercenti attività agricole. La scadenza era fissata al 15 ottobre: per il rinvio sono previste 6,9 milioni di minori entrate nel 2019.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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