Def, nel testo sfuma la flat tax. Confindustria: “Dal governo un bagno di realismo”

MILANO – Il , con le nuove stime di crescita messe per iscritto dal governo “è un bagno di realismo del Governo in particolare sul 2019”. È questo il giudizio del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sul Def.  Secondo il numero uno degli industriali “è evidente che lo stesso governo prevede un incremento della crescita dato lo Sblocca cantieri e il decreto Crescita, su cui le aspettative chiaramente si elevano, nella logica delle previsioni future sia sulla competitività del Paese”. “Speriamo – ha aggiunto – che questi due provvedimenti siano all’altezza delle previsioni che il Governo fa. Bene questo bagno di realismo, perchè un’operazione verità è determinante per il Paese e per il Governo stesso”.Il nodo flat taxSu uno dei temi più controversi però, la flat tax caldeggiata dalla Lega, il testo discusso ieri in consiglio dei ministri si mantiene comunque molto cauto. Ad essere sparito dalla bozza uscita dal cdm sarebbe il riferimento alle due aliquote (15% e 20%) che costituisce l’impalcatura del provvedimento proposto dal partito di Matteo Salvini. Anche nel comunicato stampa diffuso al termine del vertice governativo di ieri, l’esecutivo non si è sbilanciato su questo punto limitandosi ad elencare tra gli obiettivi “l’azione di riforma fiscale in progressiva attuazione di un sistema di flat tax come componente importante di un modello di crescita più bilanciato”. In particolare, come ricostruisce oggi Repubblica, il ministro dell’Economia Tria avrebbe espresso chiaramente alla Lega le proprie riserve, spiegando che la maxi sfrobiciata all’Irpef sarebbe possibile soltanto con un contestuale aumento dell’Iva.

I leghisti però restano ottimisti. “In autunno dovrebbe essere approvata la norma che regola l’introduzione della flat tax per l’anno 2020. Vogliamo favorire soprattutto i ceti più bassi e i ceti medi”, ha detto il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Massimo Bitonci, a Radio Cusano assicurando anche che non è in programma un aumento dell’Iva. “Come siamo riusciti lo scorso anno a sterilizzare l’aumento dell’Iva per 11 miliardi, stiamo cercando di fare la stessa cosa per il 2020, perché un aumento dell’Iva andrebbe a colpire in modo indifferenziato i consumi con un effetto dirompente soprattutto sulle famiglie”.


Fonte: http://www.repubblica.it/economia

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