Allarme di Draghi sull’Europa. Tria: “L’Italia non è un rischio 

«L’Italia non è un rischio globale». E’ la risposta che il ministro dell’Economia Tria dà alle preoccupazioni circolate durante i Meetings del Fondo Monetario Internazionale, confermando che il nostro paese «rispetterà gli obiettivi strutturali concordati». Questo mentre il presidente della Bce Draghi lancia l’avvertimento per «i venti contrari globali che continuano a pesare sulla crescita dell’area euro».

Secondo Tria «i fondamentali non sono in crisi. Abbiamo avuto un rallentamento dell’economia quest’anno della stessa misura della Germania. C’è un importante rallentamento in tutta Europa: Italia e Germania rappresentano una buona parte del pil europeo, ma le stime dell’Fmi praticamente coincidono con le nostre». Per questa ragione, «non c’è bisogno di alcuna rassicurazione». Anche le banche italiane «hanno risentito della doppia recessione, ma il nostro sistema è uno dei più sani d’Europa. Non vedo nel sistema bancario un rischio per l’Italia e per l’Europa».

Le reazioni di Bruxelles

Il commissario Ue per gli Affari economici, Moscovici, ha detto che «l’Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione, se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l’Eurozona». Quindi ha aggiunto: «Chiedo all’Italia credibilità. Tutti devono rispettare le regole e gli impegni presi. E’ una questione di credibilità e sostenibilità. Noi Prenderemo le nostre decisioni sull’Italia sulla base delle nostre stime. La decisione sarà il 7 maggio, e dovranno tornare i conti sulla base delle nostre indicazioni». Tria gli ha risposto così: «Rispetteremo gli obiettivi di deficit strutturale concordati, e forse raggiungeremo un risultato leggermente migliore». Il ministro ha detto che la revisione al ribasso delle stime sulla crescita non richiede una revisione degli obiettivi del governo, come il reddito di cittadinanza, e ha ribadito la determinazione ad evitare l’aumento dell’Iva, senza però chiarire quali alternative abbia in mente.

Draghi nel suo intervento ha detto che «i venti contrari globali che continuano a pesare sulla crescita dell’area euro». Perciò «un ampio grado di politica monetaria accomodante resta necessario, per salvaguardare le condizioni favorevoli di finanziamento e sostenere l’espansione economica». Poi ha aggiunto che «la minaccia del protezionismo e l’escalation delle tensioni commerciali hanno aumentato le turbolenze esterne sull’area euro. La cooperazione multilaterale è necessaria per ridurre le frizioni sul fronte commerciale e mitigare i rischi. Preservare scambi aperti è fondamentale per rafforzare il potenziale di crescita dell’economia globale». In questo quadro, «nell’area euro l’attuazione delle riforme strutturali deve essere sostanzialmente accelerata», e «i paesi in cui il debito è elevato devono continuare a ricostituire accantonamenti di bilancio. Tutti dovrebbero rafforzare i loro sforzi per una composizione più pro-crescita dei loro conti pubblici».

A margine dei lavori, Tria ha incontrato anche il collega americano Mnuchin, che ha giudico il colloquio «eccellente. Abbiamo parlato dell’economia italiana, dei nostri scambi commerciali e dei temi del G7. E’ stato molto produttivo».

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Fonte: http://www.lastampa.it/economia

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