Tutto il mondo è Salone: migranti, sovranismi, Europa, ma anche fiction, fumetti e rap 

Nicola Lagioia cita Victor Hugo in omaggio alla catastrofe di Notre-Dame, annuncia che la comunità del Salon del Libro accoglierà i francesi a braccia aperte, e poi dà fuoco a una miccia di segno opposto a quella che ha distrutto l’arci-cattedrale di Parigi: un programma pirotecnico, scandito da 1200 incontri, che palleggia con il pianeta dai libri mischiando alto e basso, lectio magistralis e fumetti, trapper e astronauti. È questo il 32ª Salone del Libro, il terzo curato dall’autore del romanzo La ferocia, che andrà in scena al Lingotto dal 9 al 13 maggio e non a caso ha come tema «Il gioco del mondo», ben simboleggiato dal manifesto giallo e nero del bambino che gioca con altri piccoli bambini intrecciati a formare una palla.

La fiera più grande di sempre – si sono aggiunti i 13 mila metri quadri dell’Oval – per un programma sterminato e di qualità che intreccia riflessioni sul sovranismo, l’immigrazione e il futuro dell’Europa ai 30 anni dei Simpson, gli 80 di Claudio Magris, i 100 del Giovane Holden.

Ospite la lingua spagnola

Nelle sale del Lingotto da Pippo Baudo a Wole Soyinka, l’inventore della tv nazional-popolare accanto al Nobel nigeriano che ha scritto L’ uomo è morto. «Investite nel Salone più e meglio di quanto non abbiate fatto nel passato», ammonisce Lagioia rivolgendosi a imprenditori e amministratori presenti al Teatro Espace di Torino, «altre manifestazioni di questa portata qui non esistono». E ottiene l’applauso anche degli editori milanesi seduti in prima fila che da quest’anno riaffolleranno la fiera.

Dall’Espace può decollare un programma siderale che parte con la serata preinaugurale dedicata all’intervista impossibile con Leonardo Sciascia (sottotitolo Ha contraddetto e si è contraddetto) con Fausto Russo Alesi che interpreta lo scrittore. La lectio d’apertura è affidata a Fernando Savater che discetterà sull’identità culturale dell’Europa. Anche il Bookstock Village, lo spazio per i ragazzi e le scuole, avrà la sua inaugurazione, con i genitori di Claudio Regeni che racconteranno alle nuove generazioni il valore della ricerca della verità.

Vastissima la rappresentanza degli scrittori di lingua spagnola – che è ospite quest’anno al posto di un singolo Paese: Fabrizio Gifuni dedicherà a Cortázar il suo reading, mentre Gianluca De Cataldo e Luis Sepúlveda saranno in dialogo sulle influenze reciproche tra Europa e America Latina. Dopo anni di inseguimento, al Lingotto ci sarà anche Enrique Vila-Matas.

Un Salone che è riflesso della contemporaneità non manca di affrontare un tema caldo come quello dell’immigrazione con la docente di medicina legale Cristina Cattaneo che ha passato mesi a identificare i morti al largo di Lampedusa: parlerà di questa tragedia con il teologo Vito Mancuso. Ma il Salone capovolge e stupisce, affiancando Roberto Saviano e il suo In mare i taxi non esistono (ed. Contrasto) con un ospite star come Jovanotti: «D’altronde con il tema di quest’anno non poteva mancare l’uomo dell’ombelico del mondo», scherza Lagioia.

Scricchiolii della democrazia

Attesi anche José Muñoz, il vietnamita Viet Thanh Nguyen, vincitore del Pulitzer con Il simpatizzante (Neri Pozza), e il figlio di Salinger, Matt, che racconterà gli inediti e gli aneddoti del pad re, indimenticato autore del Giovane Holden .

Decine gli scrittori e intellettuali stranieri nella sezione «Salone cosmopolita», da Colum Mc Cann, irlandese insignito del National Book Award, all’esordiente americana Rita Bullwinkel. Nel filone pop, insieme con Pippo Baudo intervistato da Valeria Parrella, ci sarà tra gli altri Danny Goldberg, agente dei Nirvana. Ma il Salone si occuperà anche di cinema, con «Book to screen», i libri che diventano film o serie tv: attesi due celebri registi, Abel Ferrara e Saverio Costanzo che ha portato sullo schermo L’amica ge niale. Dai film alla scienza, ben rappresentata da Alberto Angela, Samantha Cristoforetti e Roberto Cingolani. Accanto a loro Federico Faggin, l’inventore del microchip che ha dato il via alla rivoluzione hi-tech: si racconterà in un dialogo con il filosofo della scienza Giulio Giorello affrontando i temi del suo Silicio (Mondadori), mentre del domani da condividere su Internet parlerà Alessandro Baricco partendo dal suo The Game (Einaudi) che spiega come la Rete ci ha stravolto l’esistenza.

C’è un percorso del Salone, infine, che indaga gli scricchiolii della democrazia, i motivi che la rendono caduca e vulnerabile. La prima a mettersi in gioco sull’argomento sarà Masha Gessen, una delle più capaci autrici di reportage letterari del momento. Mentre l’intellettuale turca Ece Temelkuran, vincitrice del premio Pen for Peace e autrice di Come sfasciare un paese in sette mosse (Bollati Boringhieri), parlerà del tragitto che unisce il potere di Putin a quello di Erdoğan, e il giornalista francese Bernard Guetta, autore del libro I sovranisti (Add editore) ragionerà sui nuovi nazionalismi al potere in Europa.

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Nicola Lagioia cita Victor Hugo in omaggio alla catastrofe di Notre-Dame, annuncia che la comunità del Salone del Libro accoglierà i francesi a braccia aperte, e poi da fuoco a una miccia di segno opposto a quella che ha distrutto l’arci-cattedrale di Parigi: un programma pirotecnico, scandito da 1200 incontri, che palleggia con il pianeta dai libri mischiando alto e basso, supremo a fumetti con lectio sulle fiction. É questo il 32ª Salone del Libro, il terzo capitanato dall’autore della Ferocia, che andrà in scena al Lingotto dal 9 al 13 maggio e non a caso ha come tema «Il gioco del mondo», ben simboleggiato dal manifesto giallo e nero dei bambini che si rimpallano il globo. Una fiera più grande – si sono aggiunti i 40 mila metri quadri del’Oval – per un programma sterminato e di qualità che intreccia riflessioni sul sovranismo, l’immigrazione, il futuro dell’Europa ai 30 anni dei Simson, gli 80 di Claudio Magris, e ai 100 del Giovane Holden. Sul palco del Lingotto da Pippo Baudo a Wole Soyinka, l’inventore della tv nazional-popolare al Nobel per la letteratura autore sudafricano dell’Uomo è morto.

La serata di pre-inaugurazione sarà dedicata a Leonardo Sciascia e la lezione inaugurale sarà affidata a Fernando Savater con la sua lectio sull’Europa. E Fabrizio Gifuni dedicherà a Cortázar il suo reading. Gianluca De Cataldo e Louis Sepulveda saranno protagonisti e dopo anni di inseguimento al Lingotto ci sarà Enrique Vila Matas. Uno degli ospiti star di quest anno sarà Jovanotti: “D’altronde nell’anno delle origini del mondo l’uomo dell’ombelico del mondo non poteva mancare”, dice il direttore Lagioia. E sono attesi anche Josè Munoz, dalla NIgeria Wole Soyinka e, come annunciato nella prima conferenza, arriverà il figlio di Salinger, Matt, che racconterà gli inediti e gli aneddoti del padre. Ci saranno i finalisti del Premio Strega annunciati proprio oggi al Teatro Espace: Catherine Dunne, Robert Menass, Sasha Marianna Salzmann, Ilja Leonard Pfeijffer.

Nel filone pop ci sta anche Pippo Baudo, intervistato da Valeria Parrella, e per la musica ci sarà Danny Goldberg. agente dei Nirvana. Il Salone si occupa anche di cinema, con “Book to screen”, i libri che diventano film o serie Tv. Ci saranno due grandi registi, Abel Ferrara e l’italiano Saverio Costanzo che ha firmato “L’amica geniale”. Per la divulgazione scientifica Alberto Angela e Roberto Cingolani. E per difendere l‘editoria il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli incontrerà gli editori per discutere sulle misure da prendere a tutela del mondo editoriale .

Nicola Lagioia cita Victor Hugo in omaggio alla catastrofe di Notre-Dame, annuncia che la comunità del Salone del Libro accoglierà i francesi a braccia aperte, e poi da fuoco a una miccia di segno opposto a quella che ha distrutto l’arci-cattedrale di Parigi: un programma pirotecnico, scandito da 1200 incontri, che palleggia con il pianeta dai libri mischiando alto e basso, supremo a fumetti con lectio sulle fiction. É questo il 32ª Salone del Libro, il terzo capitanato dall’autore della Ferocia, che andrà in scena al Lingotto dal 9 al 13 maggio e non a caso ha come tema «Il gioco del mondo», ben simboleggiato dal manifesto giallo e nero dei bambini che si rimpallano il globo. Una fiera più grande – si sono aggiunti i 40 mila metri quadri del’Oval – per un programma sterminato e di qualità che intreccia riflessioni sul sovranismo, l’immigrazione, il futuro dell’Europa ai 30 anni dei Simson, gli 80 di Claudio Magris, e ai 100 del Giovane Holden. Sul palco del Lingotto da Pippo Baudo a Wole Soyinka, l’inventore della tv nazional-popolare al Nobel per la letteratura autore sudafricano dell’Uomo è morto.

La serata di pre-inaugurazione sarà dedicata a Leonardo Sciascia e la lezione inaugurale sarà affidata a Fernando Savater con la sua lectio sull’Europa. E Fabrizio Gifuni dedicherà a Cortázar il suo reading. Gianluca De Cataldo e Louis Sepulveda saranno protagonisti e dopo anni di inseguimento al Lingotto ci sarà Enrique Vila Matas. Uno degli ospiti star di quest anno sarà Jovanotti: “D’altronde nell’anno delle origini del mondo l’uomo dell’ombelico del mondo non poteva mancare”, dice il direttore Lagioia. E sono attesi anche Josè Munoz, dalla NIgeria Wole Soyinka e, come annunciato nella prima conferenza, arriverà il figlio di Salinger, Matt, che racconterà gli inediti e gli aneddoti del padre. Ci saranno i finalisti del Premio Strega annunciati proprio oggi al Teatro Espace: Catherine Dunne, Robert Menass, Sasha Marianna Salzmann, Ilja Leonard Pfeijffer.

Nel filone pop ci sta anche Pippo Baudo, intervistato da Valeria Parrella, e per la musica ci sarà Danny Goldberg. agente dei Nirvana. Il Salone si occupa anche di cinema, con “Book to screen”, i libri che diventano film o serie Tv. Ci saranno due grandi registi, Abel Ferrara e l’italiano Saverio Costanzo che ha firmato “L’amica geniale”. Per la divulgazione scientifica Alberto Angela e Roberto Cingolani. E per difendere l‘editoria il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli incontrerà gli editori per discutere sulle misure da prendere a tutela del mondo editoriale .


Fonte: http://www.lastampa.it/cultura

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