L’era del “con-dividuo”. Troppa identità rischia di farci male, la società aperta si difende con più culture 

L’ultimo saggio dell’antropologo Francesco Remotti propone un io in divenire, inclusivo e partecipato

Problema o risorsa? La dicotomia, che si riaffaccia come un ritornello nella discussione pubblica a proposito dell’immigrazione, si può applicare anche a una categoria assai più astratta: l’identità. Tutto cominciò negli Stati Uniti con l’identity politics, rivendicata dalle minoranze etniche e sessuali, per arrivare sino all’identitarismo, mutato di segno e di volto, della campagna elettorale che ha condotto i «bianchi dimenticati» a decretare il trionfo di Trump. Un oggetto pieno di spine e… continua


Fonte: http://www.lastampa.it/cultura

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