Era Arthur Miller, ma continuavano a chiamarlo “il marito di Marilyn” 

Era iniziato da pochi mesi il nuovo millennio, e a New York non c’era ancora un buon locale per mangiare un’autentica pizza napoletana. Ma poi, un giorno, all’improvviso, si era sparsa la voce che una famiglia campana aveva aperto un locale a Brooklyn dove veniva servita una pizza eccellente: «come mangiarla a Napoli», ci avevano riferito, «anzi meglio», aveva aggiunto il solito esagerato, adducendo un’astrusa questione di acqua e farina canadese. Decidemmo immediatamente di andare a provarla… continua


Fonte: http://www.lastampa.it/cultura

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