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Tutti a casa col bebè: da Zuckerberg al principe William, ecco i papà famosi in congedo

Ministri e imprenditori, sindacalisti e principi. Tutti momentamente e felicemente a casa tra pappe e pannolini per stare con i figli. Lo chef Matteo Metullio è solo l’ultimo e più radicale esempio della nuova generazione di padri che vogliono esserci nella quotidianità dei loro piccoli, uomini che aiutano le mogli in carriera, dividendosi i compiti.

L’onda lunga dei new dad, partita dai paesi del Nord, è arrivata anche da noi, anche se a piccoli passi, per brevi periodi. Tentativi, prove di nuova paternità che ha visto negli ultimi 8 anni 240mila neobabbi prendersi tempo per stare con i bambini, e le richieste di congedo maschile volare così dall’7 al 15 per cento.Il tutto dopo che qualche anno fa il 15 per cento dei padri italiani raccontava di non chiedere il congedo per paura di essere malvisto su luogo di lavoro (indagine Infojobs.it).  È partita dunque dai paesi del Nord la generazione dei nuovi padri, di chi vuole combattere la divisione netta dei ruoli, che resiste anche perché spesso sono i maschi ad avere lo stipendio più alto. Nel 1995 il premier della Finlandia Paavo Lipponen usufruì di sette giorni di congedo parentale, sui 158 previsti dalla legge nazionale, ancora oggi innovativa  rispetto a mezzo mondo. Qualche anno dopo lo segue anche il sindaco di Tokyo, con un gesto quasi rivoluzionario nel Paese del Sol levante: prende infatti 15 giorni per occuparsi del neonato. 

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Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca


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