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Strage di Lampedusa, riprese le ricerche dei migranti dispersi anche con un robot

Lampedusa. Hanno dato fuoco a dei vestiti per attirare nel buio l’attenzione dei soccorsi mentre il piccolo peschereccio su cui erano arrivati ormai a sei miglia dall’isola aveva cominciato ad imbarcare acqua. Esattamente come avvenne il 3 ottobre 2013 per il primo grande naufragio di Lampedusa. E ora, una volta che si sono calmate le acque, le ricerche dei dispersi del nuovo naufragio di Lampedusa sono riprese anche con l’ausilio di un robot.

Man mano che continuano a raccogliere le testimonianze dei 22 superstiti, il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e gli uomini della squadra mobile ricostruiscono nei dettagli le fasi del ribaltamento del barcone nel quale tre giorni fa hanno perso la vita trenta migranti, 17 dei quali ancora dispersi in mare. Il motore che si rompe a poche miglia dall’isola, la pompa di sentina che si ferma e l’acqua che comincia a invadere il fondo dell’imbarcazione, dove erano state fatte sedere le tantissime donne subsahariane partite dalla Libia con i loro bambini mentre i circa 15 tunisini saliti dopo, nella tappa di Sfax, erano nella piccola cabina del peschereccio in alto.

Cronaca


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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