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Se da una regione sparissero tutti gli stranieri: ecco cosa accadrebbe nel Lazio

ROMA – Scompaiono colf, babysitter, muratori, infermieri, cuochi, commercianti e imprenditori. Le aule si svuotano, diminuiscono i matrimoni. Tremano le casse dell’Inps. Le città sono in tilt. Cosa accadrebbe se sparissero di colpo tutti gli immigrati in una regione come il Lazio? Il pil regionale crollerebbe di 19 miliardi di euro, i conti della previdenza registrerebbero un buco milionario, salterebbero 80mila imprese e 300mila occupati. Nel Paese dei porti chiusi e del “prima gli italiani”, la Uil del Lazio e l’istituto di ricerca Eures hanno immaginato cosa ne sarebbe di una regione senza stranieri. Addio braccianti, colf e badanti. La ricerca prova a fotografare lo scenario che ci troveremmo di fronte se improvvisamente fossero espulsi dal Lazio i 680mila stranieri regolarmente residenti. Si avrebbe intanto l’immediata diminuzione del 12,9% dell’occupazione: «La perdita del contributo straniero alla produzione agricola, la cui forza lavoro ufficiale è rappresentata per il 40% da migranti (a cui si aggiunge la quota di sommerso che raggiunge secondo le stime Istat il 70% della forza lavoro complessiva), determinerebbe il taglio di circa 20mila addetti.  Ancora più pesanti sarebbero le ricadute nel lavoro domestico dove gli stranieri rappresentano circa l’83,9% del totale degli addetti attualmente censiti dalle statistiche. Sommando la quota relativa ai lavoratori non in regola, si tratterebbe di un esercito di circa 200mila persone, la cui fuoriuscita avrebbe ripercussioni drammatiche. Basti pensare che nel nostro Paese solo il 10% di anziani e persone non autosufficienti è assistito in strutture residenziali idonee». Tracollo dell’Inps. La ridotta presenza di anziani tra gli stranieri trova conferma anche nei dati relativi ai beneficiari delle pensioni: appena l’1% degli assegni complessivamente erogati nel Lazio è destinato a cittadini di nazionalità straniera. L’esborso Inps per le 17mila pensioni degli stranieri è pari a 135 milioni di euro, mentre i contributi versati solo dai lavoratori dipendenti del comparto privato non agricolo ammontano a oltre mezzo miliardo di euro. «Ciò significa – sostiene il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica – che se ipoteticamente gli stranieri venissero espulsi dal nostro Paese, avremmo anche una diminuzione delle pensioni di anzianità e un tracollo del sistema previdenziale». Scuole vuote e addio sposi. Allontanare tutti gli immigrati dalla regione significherebbe anche allontanare dalle scuole del Lazio i 64mila studenti stranieri regolarmente iscritti. Ciò comporterebbe un esubero immediato di circa 6.800 docenti. Infine, una curiosità. Anche i matrimoni nella regione subirebbero un tracollo, perché se tra i connazionali le nozze hanno subito un calo negli ultimi anni, tra gli stranieri si registra un incremento del 10,9% nell’ultimo quinquennio e un aumento del 39,2% nell’ultimo anno. 


Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca


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