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Nello stand dei prodotti tipici entra “l'amaro del Duce”. E scoppia la polemica

“Amaro del duce” e “Bollicine del duce”. Per esaltare il marchio italiano e l’etichetta “Prodotto in Italia” . In Friuli Venezia Giulia scoppia il caso delle bottiglie dedicate a Mussolini esposte nei giorni scorsi alla kermesse “Gusti di frontiera”, la tre giorni delle eccellenze enogastronomiche del territorio che ha visto la partecipazione di migliaia di visitatori. In mezzo ai prodotti tipici friulani, all’interno della promozione della ribolla patrocinato da PromoTurismoFvg, è spuntata anche l’immagine del duce. E In Regione adesso divampano le polemiche. “Un fatto grave di per sé, ancor di più se si considera che accanto campeggiavano i più importanti loghi istituzionali del territorio», attacca il dem Diego Moretti sulle colonne del “Messaggero Veneto”. La gaffe – in realtà ampiamento annunciata, come diremo – arriva a cavallo della missione istituzionale negli Stati Uniti dell’assessore alle Attività Produttive Sergio Bini: cinque giorni di visite, incontri, seminari e degustazioni per  promuovere, appunto, i prodotti “made in Friuli Venezia Giulia” (in collaborazione con i punti vendita Eataly). Tra Chicago e New York ci sarà qualcuno che, incuriosito, chiederà spiegazioni all’assessore sulle bottiglie con l’etichetta di Mussolini? Sulla vicenda il Pd va all’attacco e chiede al presidente del FvG, il leghista Massimiliano Fedriga, di “prendere le distanze da queste provocazioni e rappresentazioni che nulla hanno a che fare con il nostro territorio”. L’ingresso sul mercato dell’ “Amaro del duce” era stato comunicato quest’estate, a fine luglio, dai due ideatori del progetto: Ferdinando Polegato, ristoratore di Sequals, e il produttore vinicolo Andrea Lunardelli. La produzione (un milione di bottiglie) è stata affidata alla distilleria De Mezzo, in provincia di Udine. La notizia aveva provocato le proteste dell’Anpi. Ma il liquore – come annunciato – ha fatto capolino nella prestigiosa rassegna “Gusti di frontiera”. Incuranti delle polemiche, Polegato e Lunardelli spiegano che l’idea nasce con l’obbiettivo di ” rimarcare ed esaltare il marchio ‘Prodotto in Italia’ “…  e chi è più rappresentativo di Benito Mussolini chiamato il DUCE !” ?, domandano. L’amaro del Duce, venduto a 25 euro, era in offerta lancio a 20 euro e sul sito i due produttori avevano annunciato che sarebbe stato presentato a “Gusti di frontiera”, dal 26 al 29 settembre a Gorizia. Le polemiche sono destinate a continuare.

Viene in mente il caso – raccontato da “Repubblica” a giugno 2018 – del supermercato di Jesolo dove sugli scaffali campeggiavano decine di bottiglie con effigi naziste e fasciste e le fotografie di Hitler: primo piano, mezzo busto con elmetto o basco, figura intera e braccio destro teso. Sulle etichette, le scritte “Sieg heil”, “Mein Kampf”, “Führer”, “Ein Volk, ein Reich, ein Fuhrer” (“un popolo, un Reich, un Führer”), “Deutschland erwache!” (“Germania svegliati!”), “Blut und Ehre” (“Sangue e onore”), slogan della gioventù hitleriana. E poi le tazze: anche queste con l’immagine del Führer e il simbolo della Croce di Ferro nazista: 5,90 euro a pezzo. Cinque euro in meno delle bottiglie, che vengono 10,50. Disse il titolare del sumerpercato Top Market, Stefano Nopetti: “È solo business. Non capisco chi si indigna e sono contro i falsi moralismi. Se la gente le compra – e di queste bottiglie ne comprano tante – io continuo a venderle”. Illegale all’estero, il business dei vini di Hitler e Mussolini (detti anche “vini della storia”) in Italia muove quasi 400mila euro l’anno (esportazioni comprese). Le aziende che si spartiscono l’affare sono tre. In origine fu la Lunardelli di Colloredo di Pasian di Prato (Udine) – co-ideatrice del “liqure del Duce”. Due ex rappresentanti dell’azienda si sono messi in proprio e oggi sono competitor della “casa madre”. Sul caso del supermercato di Jesolo intervenne, con parole di condanna, il deputato dem Lele Fiano, e Nicola Fratoianni di SI  presentò un’interrogazione parlamentare. 

  


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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