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Le scuole top. Ecco le superiori che preparano al futuro: a Milano e Roma rivincita dei licei storici

Nelle città i licei storici. Al Nord, in particolare in Lombardia, le paritarie. Poi la riscossa degli istituti in provincia. Ma anche i tecnici e i professionali si prendono la loro rivincita: rispetto al passato danno più chance di trovare lavoro. È la fotografia scattata dalla sesta edizione di Eduscopio, la classifica stilata dalla Fondazione Agnelli sulle superiori che meglio preparano all’università e al mondo del lavoro.

A fine mese le scuole apriranno le porte per gli open day e un esercito di oltre 560mila alunni ora in terza media, con genitori al seguito, dovrà orientarsi. È il tempo della grande scelta, quella che più agita le famiglie: sarà la scuola giusta? “Eduscopio aiuta chi non si accontenta del passaparola e soprattutto le famiglie che non possono contare su reti sociali e culturali forti”, spiega il direttore Andrea Gavosto.

Ad essere monitorati sono stati un milione e 255mila diplomati dal 2013-14 al 2015-16: sono valutate le performance al primo anno di università (voti e crediti) e nell’occupazione, calcolata su un lavoro di almeno sei mesi a due anni dal diploma, per chi è uscito da tecnici e professionali e non ha continuato gli studi. Un altro indice viene preso in considerazione: quanti studenti sono arrivati alla Maturità in 5 anni, una regolarità che racconta la capacità di una scuola di essere inclusiva, non di selezionare i migliori per essere la migliore. I risultati smontano il luogo comune di una formazione che, per essere di qualità, deve bocciare. “La severità non è un criterio, soprattutto se si accompagna a una didattica vecchia che punta al nozionismo e non alla capacità di ragionare: si può preparare bene gli studenti senza essere feroci nei criteri di giudizio”, avverte Gavosto. A Milano, per esempio, tra gli scientifici, il Volta che è primo in graduatoria è meno severo del Da Vinci (secondo) o dell’Einstein (sesto). A Napoli, tra i linguistici, il Quinto Orazio Flacco (primo) è di gran lunga il più inclusivo.

Altro dato che emerge è la stabilità: più o meno le scuole confermano le proprie posizioni. Il derby tra i classici di Bologna è vinto per il terzo anno consecutivo dal Minghetti sul Galvani, dove hanno studiato Pasolini e Casini. A Palermo lo scientifico Cannizzaro è saldo al primo posto, a Firenze e Genova il podio è pressoché confermato con gli stessi istituti del 2018. A Roma il classico Tasso rimane in vetta, ma è la risalita del Visconti dai piani bassi del 2018 a sorprendere: quest’anno il liceo dell’élite borghese è secondo. Il motivo? Un’annata eccezionale di diplomati nel 2016 che hanno mietuto successi da matricole. Rimonta anche a Napoli dello scientifico Convitto Vittorio Emanuele II: da decimo a primo. In Lombardia le paritarie spiccano: nei classici a Milano sono tra i primi 4 licei, con il blasonato Berchet, unico pubblico sul podio, che sale dal terzo al secondo posto.

In Piemonte è la provincia ad affermarsi: lo scientifico Ancina di Fossano, nel Cuneese, raggiunge il punteggio stratosferico di 96.31. Tutti i dettagli da oggi sono online su www.eduscopio.it. Significativo il dato sull’occupabilità, al Nord più al Sud dove gli istituti scontano un contesto economico difficile. Non sono ancora i figli dell’alternanza scuola-lavoro quelli presi in esame, ma l’indice di occupazione dei diplomati dei professionali industriali cresce dal 51 al 57% e dal 58 al 68% quello dei servizi nel Nordest. Il tecnico Meucci di Cittadella, a Padova, e il Buzzi di Prato hanno un’occupazione all’87%, ma anche il tecnico economico Besta di Ragusa si difende: 62%. Non sarà l’unico criterio per orientarsi, ma un punto di partenza.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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