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L’appello di Casa Ail: “Servono nuovi spazi per assistere i malati”

La solidarietà non vive di buone intenzioni ma deve poggiare su basi concrete. Se preferite: per offrire aiuto, bisogna essere in condizione di farlo. Sono le ragioni che spingono AIL Torino –  Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma – a rompere gli indugi, e il silenzio operoso di questi anni, per chiedere aiuto a sua volta: sostegno per sostenere i malati, garantendo loro nuovi spazi.

Cercasi casa

Serve una nuova casa, una nuova struttura. Come spiega la Presidente di AIL Torino, Federica Galleano, dovrà permettere di ricavare dei mini appartamenti  con servizi indipendenti e angolo cottura che possano ospitare 2/3 persone: paziente e car giver, cioè assistente. Ma anche  aree comuni: sala lettura, sala tv, locali in grado di favorire la socializzazione e la condivisione tra gli ospiti. Da questa esigenza partirà un appello  alle istituzioni perché mettano a disposizione strutture non utilizzate di proprietà comunale e ai benefattori, attraverso i lasciti. A questo proposito AIL è pronta a supportare il benefattore nella redazione del testamento fornendo un notaio/avvocato.

Prima linea

Come si legge sul portale dell’Associazione, AIL è nata a Roma negli Anni ’70 per iniziativa di un gruppo di ematologi e di personalità della cultura e dell’economia con l’obiettivo dichiarato di promuovere lo sviluppo e la diffusione della ricerca  scientifica sulle leucemie e le altre malattie neoplastiche del sangue: opera concretamente, con il contributo dei volontari, per dare una soluzione ai problemi di ordine assistenziale, clinico e terapeutico. Sulla scia di questa iniziativa il primo ottobre 1990 è nata l’Associazione Piemontese contro le Leucemie, che aderisce all’Associazione nazionale come Torino AIL (ha sede in via Rubiana 3) e che nel luglio 1991 ha ottenuto il riconoscimento giuridico da parte della Regione Piemonte. Gli obiettivi di questa, sono gli stessi dell’Associazione Nazionale, calati nella realtà locale. Attenzione: le singole sezioni sono autonome sia da un punto di vista giuridico che amministrativo, hanno competenza provinciale e tutto il ricavato delle manifestazioni viene reinvestito sul territorio.

Gli obiettivi

Sono almeno 3: sensibilizzare l’opinione pubblica alla lotta contro le malattie del sangue (tramite manifestazioni, convegni, eventi sportivi e culturali, giornate di formazione nelle scuole); promuovere e sostenere la ricerca scientifica

(erogando borse di studio per medici e ricercatori e donazione di attrezzature, arredi e strumentazioni ai reparti ed ai laboratori delle ematologie); migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro famigliari (assistenza domiciliare, camere cons servizio di lavanderia per permettere a chi è in cura di contare su un punto di appoggio confortevole, servizi di supporto psicologico). Un dato per tutti: dal 1998 ad oggi Ail Torino ha erogato fondi per oltre 4.500.000.

Buona causa

Insomma: una realtà radicata e molto apprezzata, a Torino oltre che in Italia, promotrice di iniziative che hanno come comune denominatore la condivisione dei suoi obiettivi da parte di altri. L’ultima in ordine di tempo è quella prevista ai primi di settembre.  Torna il Cyrano de Bergerac, e tornerà per duellare in difesa di una buona causa: Juri Ferrini, che martedì 10 settembre (ore 21) dirigerà e interpreterà la celebre opera di Edmond Rostand al Teatro Carignano di Torino, ha deciso di devolvere interamente il ricavato della serata al Centro Trapianti delle Molinette di Torino per l’acquisto di strumentazioni mediche. Per trovare una nuova Casa AIL, invece, serve l’aiuto delle istituzioni e la sensibilità di quanti intendono contribuire per una buona causa.


Fonte: http://www.lastampa.it/italia/cronache

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