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Il “coniglio” di Jeff Koons venduto a 91,1 milioni di dollari: è record per un artista vivente

WASHINGTON – Il celebre coniglietto in acciaio di Jeff Koons, che simula un giocattolo gonfiabile, è stato venduto per 91,1 milioni di dollari. La scultura del 1986, “Rabbit”,  è stata battuta all’asta da Christie’s a New York diventando così l’opera più costosa della storia tra gli artisti viventi. Il precedente primato era detenuto dal dipinto “Ritratto di un artista” di David Hockney, venduto sempre da Christie’s lo scorso novembre per 90,3 milioni.

L’iconico coniglio di Koons ha visto una gara sostenuta e un colpo di martello di 80 milioni di dollari (91.075.000 con i diritti). Faceva parte della collezione dell’editore di Conde Nast, S.I. Newhouse. L’asta è partita da 50 milioni, e alla fine se l’è aggiudicato il gallerista Robert Mnuchin, il padre del ministro del Tesoro statunitense Steven Mnuchin, presente in sala.

Adorato dalle star e dalla upper class americana che ne ha fatto un oggetto di culto, Jeef Koons è ritenuto, sotto il profilo della poetica neo-pop, l’erede di Andy Warhol. Le sue opere  sono specchio della banalità e degli eccessi dei gusti consumistici. Questa super vendita arriva in momento in cui il mondo dell’arte era in attesa di verificare la tenuta del suo mercato in seguito all’annuncio del suo ritiro dalla scena. All’inizio del mese di aprile Koons, 64 anni, aveva infatti annunciato la chiusura del suo studio di Manhattan entro la fine del 2019, per “creare arte solo per se stesso e la sua famiglia”. Koons aveva aggiunto: “Un’epifania religiosa mi ha rivelato una svolta necessaria”.

Un’altra sua opera, il  “Balloon Dog” di colore arancio – scultura a forma di cane, alta tre metri e lunga quasi quattro, che sembra un palloncino gonfiabile ma in realtà è acciaio rifinito a specchio – era stata venduta a 58,4 milioni di dollari nell’asta di Christie’s del 12 novembre 2013 sempre a New York.

Koons nel 2002 era quotato “appena” 6 milioni e nel giro di una decina d’anni è arrivato a cifre da capogiro. La sua fama in Italia è dovuta anche al matrimonio (e successivo divorzio)  con Ilona Staller, la pornodiva e parlamentare nota come Cicciolina, con cui è stato sposato dodici mesi – dal 1991 al 1992 – e dalla quale ha avuto un figlio. E’ proprio di quel periodo la genesi dei “Balloon dogs”, realizzati in cinque colori diversi.La straordinaria performance di Koons rientra nel boom registrato dal mercato globale dell’arte. 


Fonte: https://www.repubblica.it/cronaca


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