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Andria, nell'ambulatorio solidale dove il diritto alla salute è per tutti grazie ai medici volontari

“La salute è un diritto per tutti, a prescindere dalle condizioni economiche” ci racconta una paziente nella sala d’attesa. Lo sanciscono a chiare lettere la Costituzione italiana e la dichiarazione universale dei diritti umani ed è quello che succede ogni giorno al numero 46 di via Pellegrino Rossi. Siamo ad Andria, dove tre anni fa la locale confraternita della Misericordia ha preparato un progetto per assicurare visite specialistiche ed esami strumentali per i meno abbienti e creare un punto di riferimento quando è impossibile aspettare i tempi delle liste d’attesa.

Quel sogno, dopo un finanziamento iniziale del bando ‘Orizzonti solidali’ della fondazione Megamark, dal 2017 è diventato un vero ambulatorio solidale. Si chiama “Noi con voi” e chiunque presenti un isee regionale inferiore ai 6.500 euro può gratuitamente ricevere un aiuto, grazie all’impegno di medici volontari o pensionati, Misericordia e una rete di associazioni locali. Nicola Mariano ne è il direttore sanitario. Dopo una vita divisa tra la medicina generale e il volontariato ha deciso di guidare una squadra di professionisti a disposizione della comunità.

“Solo nel 2019 – racconta – abbiamo effettuato circa 300 visite suddivise tra dermatologiche, otorinolaringoiatriche, ginecologiche, pediatriche per i bimbi del centro di accoglienza ed ecografie. E presto avremo con noi uno pneumologo e tre cardiologi”. Misericordia e donazioni private, spesso anonime, consentono al sistema di mantenersi saldo: chiunque con il sistema della “visita sospesa” può offrire una visita a chi ne ha bisogno, come se fosse un caffè.

E la città sa di poterci contare: oltre alle visite “Noi con voi” accoglie gruppi di ascolto per persone in difficoltà psicosociale, supportate da una psicologa e da un’assistente sociale; c’è il gruppo Fenice, formato da donne con problemi oncologici che si riunisce di sabato mattina, coordinato dalla psiconcologa Angela Quacquarelli; e ancora, il gruppo degli operatori socio-sanitari che operano a domicilio per i pazienti oncologici oltre al gruppo di infermieri in formazione.

“La rete delle parrocchie e dei servizi sociali e gli altri colleghi medici sanno di poter consigliare l’ambulatorio a chiunque ne abbia bisogno. – continua Mariano – E appena sarà completato il protocollo d’intesa operativo con la Asl ci sarà anche una parte dell’ambulatorio dedicata agli stomizzati, grazie anche alla collaborazione con Aistom, in cui medici, chirurghi e infermieri Asl potranno assicurare uno spazio apposito ai pazienti con una stomia”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml


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