Dal Rinascimento a Pistoletto. Scoprire Biella, culla dell'arte dell'Alto Piemonte

si candida a entrare nella rete delle Città creative Unesco, nella categoria Crafts & Folk Arts. Il logo? Ovviamente il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto che proprio in una delle testimonianze del passato industriale della città piemontese, l’ex lanificio Trombetta, ha collocato la sua  Cittadellarte,  spazio museale e laboratorio creativo aperto al pubblico. Gran parte degli altri celebri lanifici  dell’ex zona industriale  lungo il torrente Cervo sono oramai  fermi: imponenti monumenti dell’archeologica industriale che cercano faticosamente un nuovo volto e un nuovo utilizzo. Lasciando gli edifici ottocenteschi di tipo manchesteriano che un tempo davano lavoro a migliaia di operai raggiungiamo Biella Piano, la parte bassa del centro storico per visitare la chiesa di San Sebastiano, considerata uno dei più interessanti edifici rinascimentali del Piemonte dove sono evidenti gli influssi dell’architettura bramantesca. E proprio nell’ex convento collegato alla chiesa ha sede il Museo del Territorio Biellese, che conserva le collezioni di reperti archeologici e di diverse opere d’arte provenienti dall’intera provincia.

Ma la parte più affascinante di Biella si trova in alto, raggiungibile a piedi o più comodamente con la funicolare gratuita che in pochi minuti conduce da piazza Curiel al borgo medioevale del Piazzo. Qui si trovano tre splendide dimore  nobiliari, oggi aperte al pubblico, che costituiscono il Polo Culturale Biella Piazzo. Palazzo Ferrero nasce tra fine ‘400 e inizi ‘500  per poi trasformarsi in dimora di rappresentanza e, successivamente in stabilimento idroterapico. Dopo un attento recupero oggi ospita pregevoli opere d’arte ed è sede di interessanti eventi culturali. Il nucleo originario del vicino Palazzo Gromo Losa sembra risalire al ‘300. Circondato da uno splendido giardino all’italiana è aperto al pubblico e accoglie mostre d’arte e fotografia, concerti e altre iniziative. Palazzo Lamarmora, che ci rimanda al generale ideatore del corpo dei Bersaglieri, vanta otto secoli di storia. Di impianto medioevale, pur se con un facciata neoclassica realizzata a fine Settecento, il palazzo racconta attraverso quadri, affreschi, documenti e arredi la storia della famiglia Ferrero Lamarmora, dal Rinascimento al Risorgimento. Una vera e propria casa-museo, gestita da un Lamarmora e dominata da un’imponente torre, con un elegante giardino rinascimentale digradante verso Biella Piano. Una breve passeggiata lungo le strade acciottolate del Piazzo porta a piazza Cisterna, sulla quale si affacciano Palazzo dal Pozzo,  la vecchia sede comunale e l’antica chiesa di San Giacomo. 

Biella, Palazzo La Marmora


Fonte: http://www.repubblica.it/

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